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Sam Altman avverte le aziende: la priorità ora è la sicurezza AI

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Sam Altman ha un consiglio preciso per le aziende alle prese con l’intelligenza artificiale, e non riguarda la produttività. Nel brevissimo termine la priorità secondo il numero uno di OpenAI è la sicurezza AI, cioè capire davvero quali minacce porta con sé questa tecnologia e attrezzarsi per difendersi. Dal palco dell’evento Oracle AI in corso a Las Vegas lo stesso Altman ha ammesso con una certa ironia che il messaggio, detto da lui, può risultare un po’ irritante, come se fosse proprio chi crea il problema a lanciare l’allarme. L’occasione è stata la presentazione di un nuovo accordo tra due società già molto vicine, che porterà anche le Tpu di Google dentro i centri dati del colosso di Austin.

Il legame tra le due aziende non nasce oggi. I grandi datacenter che Oracle sta costruendo hanno come primo cliente proprio OpenAI con i suoi modelli linguistici. In quelle strutture lavorano già le Gpu di Nvidia, ma il parco macchine è destinato ad allargarsi parecchio.

Chip di Google, Cerebras e Jalapeño nei datacenter Oracle

A partire dal 2027 nelle infrastrutture di Oracle arriveranno le Tpu sviluppate da Google, processori che finora erano disponibili soltanto sul cloud di Mountain View. Non saranno gli unici. Faranno il loro ingresso anche i chip di Cerebras e SambaNova, pensati per l’inferenza, ovvero la fase in cui i modelli rispondono concretamente alle richieste degli utenti. Chiude l’elenco Jalapeño, il processore che OpenAI ha messo a punto insieme a Broadcom con lo stesso obiettivo.

L’intesa però non si ferma all’hardware. ChatGPT diventerà una sorta di porta d’ingresso ai sistemi Oracle, da cui i dipendenti potranno consultare dati e portare a termine procedure aziendali. Al pacchetto si aggiungono Codex per costruire applicazioni e un servizio di sicurezza informatica che sfrutta i modelli della società guidata da Altman.

Accanto a lui sul palco c’era Clay Magouyrk, amministratore delegato congiunto di Oracle, che sul tema della protezione ha offerto un punto di vista complementare. L’intelligenza artificiale, ha spiegato, è allo stesso tempo anche la soluzione, perché sta scovando tutte le vulnerabilità accumulate negli ultimi 50 anni. Altman si è detto d’accordo e ha raccontato di essere rimasto scioccato dalla quantità di falle che i modelli stanno individuando e dallo sforzo necessario per chiuderle. Correggere i bug uno alla volta lungo tutta la catena di fornitura, a suo avviso, potrebbe non bastare. Servono piuttosto servizi capaci di monitorare il traffico in modo continuo e di impedire che le debolezze vengano sfruttate.

OpenAI spinge sul business mentre Anthropic punta alla Borsa

La mossa arriva in un momento tutt’altro che casuale. Altman rafforza la presenza di OpenAI nel mondo delle imprese il giorno dopo che Anthropic, concorrente agguerrito proprio in ambito aziendale, ha depositato i documenti per la quotazione in Borsa. Parlando della diffusione dei suoi modelli, il manager ha definito l’adozione di GPT 6 di gran lunga la più forte mai registrata dalla società.

Tra i clienti più convinti c’è proprio Oracle. Secondo Magouyrk ormai con Codex passa la grande maggioranza del software dell’azienda, probabilmente oltre il 70%. Il lavoro di programmazione tradizionale si sta quindi riducendo sempre di più. Lo stesso Altman descrive la propria attività quotidiana come la gestione di una fabbrica dentro il computer, in cui tutto ciò che non ama fare finisce automatizzato.

In chiusura dell’incontro Magouyrk ha chiesto ad Altman che cosa lo entusiasmi di più del futuro. La risposta ha ripercorso la velocità del cambiamento, con il passaggio in pochi anni dai chatbot agli agenti che programmano, fino a un’intelligenza artificiale che si traduce direttamente in innovazione. Che si tratti di progettare un chip o di curare una malattia, secondo il numero uno di OpenAI tutti potranno contare su cose molto migliori, di qualità più alta e a costi più bassi.

Fonte: TecnoAndroid

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