Vai al contenuto
Offerte

Salamandra pezzata, sotto i raggi UV brilla di verde e ciano

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

La salamandra pezzata è uno degli anfibi più familiari dei boschi europei, eppure custodiva ancora un tratto che nessuno aveva mai notato. Sotto la luce ultravioletta il suo corpo emette infatti un bagliore verde e ciano, una forma di biofluorescenza rimasta nascosta fino a oggi. A individuare il fenomeno è stato un gruppo di ricerca internazionale che adesso sta cercando di capire quale ruolo abbia questa luminosità così inattesa nella vita dell’animale.

La notizia colpisce proprio perché riguarda una specie tutt’altro che rara o sconosciuta. La salamandra pezzata è nota praticamente in tutta Europa e la sua livrea nera e gialla è tra le più facili da riconoscere anche per chi non ha alcuna passione per gli anfibi. Viene quasi spontaneo pensare che di un animale così noto si sapesse ormai tutto. E invece un dettaglio importante era sfuggito per molto tempo a chi lo studiava.

Che cosa si intende per biofluorescenza

Per inquadrare meglio la scoperta conviene fare un piccolo passo indietro. Con il termine biofluorescenza si indica la capacità di un organismo di assorbire una luce che l’occhio umano non percepisce, come quella ultravioletta, e di restituirla sotto forma di colore visibile. Non va confusa con la bioluminescenza, nella quale è l’organismo stesso a generare luce in modo autonomo. Sono due meccanismi diversi anche se nel linguaggio comune vengono spesso messi nello stesso calderone.

Nel caso della salamandra pezzata quindi non esiste alcuna luce prodotta dall’animale. Serve una sorgente di raggi UV che colpisca il suo corpo perché compaiano quelle tonalità verdi e azzurrine. Con l’illuminazione normale l’anfibio appare esattamente come lo si è sempre conosciuto, con il contrasto netto tra il fondo scuro e le macchie gialle. È solo cambiando il tipo di luce che emerge questo lato segreto, ed è anche questo il motivo per cui il fenomeno può essere passato inosservato nonostante la specie sia così diffusa e studiata. La foto che documenta l’effetto mostra un animale quasi irriconoscibile rispetto all’immagine classica. Il bagliore verde e ciano trasforma la salamandra in qualcosa che sembra uscito da un film di fantascienza più che da un sottobosco europeo.

Difesa o richiamo per il partner

La questione che ora interessa davvero i ricercatori riguarda la funzione di questa luminosità. Le ipotesi prese in considerazione sono sostanzialmente due e toccano aspetti fondamentali della vita di qualsiasi animale. La prima chiama in causa la difesa, con la fluorescenza che potrebbe in qualche modo contribuire a proteggere la salamandra da eventuali minacce. Un segnale in più, insomma, che si sommerebbe a quello già evidente dei colori della sua pelle.

La seconda pista porta invece alla ricerca del partner. In questo scenario il bagliore potrebbe aiutare gli esemplari a riconoscersi tra loro o a rendersi più visibili ai possibili compagni. Si tratterebbe di una forma di comunicazione che per gli esseri umani resta completamente invisibile senza l’aiuto di una lampada UV. Per ora nessuna delle due spiegazioni è stata confermata e non è escluso che la risposta sia diversa da entrambe. Il gruppo di ricerca internazionale che ha documentato la biofluorescenza della salamandra pezzata sta lavorando proprio per chiarire a cosa serva questa luce verde e ciano, finora rimasta nascosta nei boschi europei sotto gli occhi di tutti.

Fonte: TecnoAndroid

Condividi:
41 Condivisioni