Il conto alla rovescia era arrivato quasi alla fine, poi lo stop improvviso. Rocket Lab ha interrotto all’ultimo secondo il lancio della missione The Grain Goddess Provides, quella che avrebbe dovuto portare in orbita il satellite radar giapponese QPS-SAR-13. E la faccenda, va detto, resta piuttosto nebulosa.
Al momento non è stato chiarito quale problema abbia causato il rinvio della partenza. Non solo, non si sa nemmeno quando l’azienda proverà di nuovo il decollo. Il lancio era previsto dal sito neozelandese di Rocket Lab alle 21:00 EDT del 30 giugno, con a bordo del razzo Electron proprio QPS-SAR-13.
Cosa fa il satellite giapponese QPS-SAR-13
Si tratta di un satellite per l’osservazione della Terra sviluppato dalla società giapponese iQPS. Una volta in orbita, andrà a far parte di una costellazione pensata per raccogliere immagini radar ad alta risoluzione della superficie terrestre. Il cuore della tecnologia è il SAR, cioè il radar ad apertura sintetica, quello che consente ai satelliti di osservare il pianeta anche attraverso le nuvole e al buio.
Ed è proprio questa capacità a renderli così preziosi. Monitoraggi continui, che non si fermano davanti al meteo e non dipendono dall’alternanza tra giorno e notte. iQPS sta lavorando a una rete di 36 satelliti in orbita terrestre bassa, e questa missione rappresentava l’ottava delle 15 affidate a Rocket Lab per costruire la costellazione. Con il satellite in orbita, si sarebbe superata la metà delle unità necessarie.
Il volo mancato e le ambizioni di Rocket Lab
Se tutto fosse filato liscio, Electron avrebbe rilasciato il satellite, soprannominato Mikura-I, circa 50 minuti dopo il decollo, in un’orbita circolare a 575 chilometri di quota. La missione avrebbe segnato il 92° volo complessivo di Rocket Lab e il 13° del 2026. Ora, invece, tocca aspettare un’altra data.
Nel frattempo il nome dell’azienda è finito parecchio sotto i riflettori per un motivo diverso. L’intenzione, cioè, di inserirsi in un mercato oggi dominato da SpaceX e Amazon, quello delle connessioni satellitari. Una sfida non da poco, considerando i colossi che occupano già la scena.