Nelle basi dell’aeronautica statunitense i robot stanno per prendersi un compito che fino a ieri spettava solo a tecnici in carne e ossa, ovvero l’ispezione degli aerei militari. Non è una scelta casuale. La manutenzione dei velivoli è una delle voci di spesa più pesanti in ambito militare, e allo stesso tempo una delle più delicate. Prima di qualsiasi intervento, infatti, il personale deve passare al setaccio fusoliera, ali e superfici varie per scovare crepe, danni o anomalie che potrebbero sfuggire a un’occhiata veloce.
Il punto è proprio questo, serve tempo, serve gente preparata e serve una cura maniacale per i dettagli. Tre cose che, messe insieme, costano parecchio. Da qui l’idea di puntare su una soluzione automatizzata, capace di alleggerire il carico e velocizzare tutta la procedura. E così l’US Air Force ha deciso di far entrare le macchine direttamente dentro gli hangar, dove prima si muovevano soltanto uomini con torce e checklist alla mano.
Il sistema MARIA e il complesso di Warner Robins
A guidare questa svolta c’è il Warner Robins Air Logistics Complex, che rappresenta uno dei centri di manutenzione più grandi dell’intera aeronautica americana. Qui verrà messo in campo il sistema chiamato MARIA, sviluppato dall’azienda Asylon, pensato per automatizzare le ispezioni visive degli aeromobili. In pratica sono le macchine a occuparsi del controllo visivo, quello che finora richiedeva squadre di specialisti e diverse ore di lavoro.
L’obiettivo dichiarato è ridurre i tempi in modo netto, portando le ispezioni a durare pochi minuti anziché occupare intere giornate. Un cambio di passo che, sulla carta, promette di liberare personale qualificato per altre attività e di rendere più rapida la rimessa in servizio dei velivoli. Non è un dettaglio da poco, considerando i ritmi con cui una flotta militare deve restare operativa.
L’impiego dei droni e dei robot per queste mansioni segna comunque un passaggio interessante nel modo in cui le forze armate stanno ripensando la logistica di terra. Meno lavoro manuale ripetitivo, più tecnologia che scandaglia ogni superficie con precisione. La direzione intrapresa dal Warner Robins Air Logistics Complex potrebbe fare da apripista per altri centri della stessa aeronautica, che hanno esigenze molto simili e gli stessi problemi di costi e tempi da gestire.
Il sistema MARIA rappresenta quindi il primo tassello concreto di una strategia più ampia, in cui l’automazione entra in un settore dove finora aveva avuto poco spazio. Gli aerei restano gli stessi, ma il modo di controllarli cambia, affidandosi a occhi elettronici capaci di individuare quei difetti minimi che spesso fanno la differenza tra un volo sicuro e un rischio da evitare.