Il Dragonfly C1000 è il nome che Qualcomm ha scelto per la sua nuova generazione di processori pensati per i data center, quelli che dovranno reggere il peso degli agenti AI. L’azienda guidata da Cristiano Amon ha messo sul tavolo una CPU destinata a finire dentro i server di Meta, ma c’è tempo. La produzione di massa partirà soltanto nel 2028. Insieme a questa, è arrivato anche un secondo annuncio, il Dragonfly AI300, un acceleratore studiato apposta per far girare i modelli di intelligenza artificiale.
Cosa c’è dentro Dragonfly C1000
La cosa interessante di questa CPU non è tanto la forza bruta, quanto il modo in cui gestisce i consumi. Qualcomm punta tutto sull’efficienza energetica, e i numeri che mette sul piatto raccontano questa storia. Le prestazioni per Watt, dicono, sono oltre due volte superiori rispetto alle CPU per server attualmente in circolazione. Quali siano poi questi termini di paragone non viene specificato, ma il messaggio è chiaro. Consumare meno facendo lo stesso lavoro, o addirittura di più.
Sotto il cofano troviamo oltre 250 core Oryon, costruiti con un design chiplet, e frequenze che superano i 5 GHz. Mica poco. Il sottosistema di memoria è stato pensato per garantire una larghezza di banda elevata, con latenze basse e un occhio sempre attento al risparmio energetico, grazie a tecnologie definite all’avanguardia. C’è anche il supporto allo storage PCIe 7.0, con velocità che vanno oltre i 2 TB al secondo. La CPU se la cava sia con i carichi general purpose sia con i compiti più strettamente legati agli agenti AI.
Il debutto sul mercato è fissato per la seconda metà del 2028. E tra i partner che hanno già detto sì c’è Meta, che integrerà questi processori nei suoi futuri data center.
L’acceleratore Dragonfly AI300
L’altro pezzo del puzzle è il Dragonfly AI300, un acceleratore AI di terza generazione. Si tratta di un ASIC, cioè un circuito integrato progettato per uno scopo specifico, della stessa famiglia di Jalapeño firmato OpenAI. Va ad aggiungersi ai chip che Qualcomm ha già in catalogo, vale a dire il Dragonfly AI200 e l’AI250.
Qui i numeri sull’efficienza diventano ancora più aggressivi. Le prestazioni per Watt, quando si parla di inferenza dei modelli AI, arrivano a essere fino a 8 volte superiori rispetto alle classiche GPU. Anche per questo acceleratore le prime unità sono attese nel corso del 2028.