La questione della pubblicità nei videogiochi Xbox ha tenuto banco per qualche giorno, alimentata più da un fraintendimento che da fatti concreti. Tutto è nato da un’interpretazione un po’ forzata di alcune dichiarazioni rilasciate dalla dirigenza, e conviene chiarirlo subito: al momento non esistono indicazioni ufficiali né presunte fughe di notizie che facciano pensare a un’intenzione di Microsoft di piazzare annunci dentro i giochi veri e propri. La teoria, peraltro piuttosto vaga, era partita da un’intervista a Matthew Ball, nuovo Chief Strategy Officer di Xbox.
Ball, nel corso di quell’intervista, ragionava su un tema che chiunque segua il settore conosce bene. I costi di sviluppo dei videogiochi sono cresciuti tanto negli ultimi anni, e la stessa cosa è successa all’hardware, complice anche la crisi dei chip di memoria. Una pressione enorme su studios ed editori, che si trovano a cercare nuove fonti di guadagno senza scaricare il peso direttamente sui giocatori. Tradotto: senza alzare i prezzi di console e titoli o riempire tutto di microtransazioni. E qui entra in scena la pubblicità, vista come uno sbocco possibile soprattutto per i servizi in abbonamento come il Game Pass.
Il modello dello streaming e il chiarimento di Ball
Il paragone che Ball tira fuori è quello con lo streaming, dove ormai il meccanismo è rodato. Da una parte i piani premium, dall’altra quelli più economici con qualche interruzione pubblicitaria ogni tanto. Più opzioni significano un bacino potenziale più ampio di utenti, ciascuno libero di scegliere la formula che meglio si adatta al proprio portafoglio. Le prime letture delle sue parole, però, avevano spinto qualcuno a immaginare scenari diversi: banner, interruzioni e promozioni che spuntano in mezzo a una partita. Uno scenario che il dirigente ha prontamente smentito.
Nel suo messaggio di chiarimento pubblicato sui social, Ball ha messo i puntini sulle i. Quell’intervista risaliva a quando ricopriva il nuovo ruolo da appena dieci giorni, e il commento sulla pubblicità era addirittura precedente alla sua nomina. Soprattutto, ha tenuto a precisare di non aver mai parlato di annunci all’interno del gioco. Una posizione personale, insomma, non la linea ufficiale dell’azienda.
A questo punto la curiosità rimane, perché una domanda viene naturale: se gli annunci non compaiono durante le partite, dove finiscono? Gli slot sponsorizzati tra i risultati di ricerca o i caroselli nella schermata Home non sembrano abbastanza per generare introiti significativi. Per ora Microsoft non ha fatto alcun annuncio in merito, ma il peso dell’opinione di Ball, considerando la poltrona che occupa, resta tutt’altro che trascurabile.