AMD ha tirato fuori dal cassetto qualcosa che pochi si aspettavano: due nuovi processori per portatili e mini PC costruiti su un’architettura che ormai ha collezionato 8 candeline. La società di Sunnyvale li ha presentati quasi in punta di piedi, senza grandi annunci, e si tratta di chip che poggiano su Zen+, la stessa base tecnica arrivata sul mercato nel 2018 insieme ai Ryzen 2000, nome in codice Pinnacle Ridge.
I due protagonisti rientrano però nella famiglia Ryzen 3000, conosciuta con il nome in codice Picasso e lanciata nel 2019. Parliamo del Ryzen 3 3100U e del Ryzen 5 3501U, due processori che hanno tutta l’aria di essere pensati per sistemi di fascia bassissima, probabilmente destinati a mercati emergenti più che ai negozi di casa nostra. C’è da scommettere che da queste parti non li vedremo mai arrivare in forma ufficiale.
Cosa offrono i due nuovi processori AMD
Il Ryzen 3 3100U è senza dubbio il più singolare dei due, perché la sua configurazione è davvero ridotta all’osso. Due core fisici e due thread logici, niente supporto al multithreading. Le frequenze partono da 1,9 GHz e arrivano fino a 3,2 GHz in modalità boost, con una cache L3 da 4 MB. Sul fronte grafico c’è una Radeon Vega 8 con 8 Compute Unit a 1,2 GHz, mentre il TDP si ferma ad appena 15 W. Numeri che raccontano bene a quale pubblico si rivolge questo chip.
Il Ryzen 5 3501U gioca invece in una categoria leggermente superiore. Sale a quattro core fisici e otto thread, con un intervallo di frequenze che va da 2,1 a 3,7 GHz. Resta comunque un prodotto pensato per il livello di ingresso, lontano anni luce dalle ambizioni delle proposte più moderne.
Perché AMD recupera un’architettura vecchia
La scelta può sembrare strana, ma ha una sua logica. Dal punto di vista delle prestazioni questi processori non possono certo reggere il confronto con le più recenti soluzioni entry level. Però sono chip ormai super collaudati, affidabili e soprattutto economici da produrre. E in un momento come questo, con la crisi delle memorie che sta mettendo in difficoltà soprattutto la parte più bassa del mercato, avere a disposizione componenti dai costi contenuti può fare davvero la differenza.
È proprio nella fascia economica che i margini si assottigliano fino quasi a sparire, e ogni euro risparmiato sulla produzione conta. Riproporre un’architettura già ammortizzata da tempo permette ad AMD di tenere bassi i prezzi senza intaccare troppo i conti, offrendo ai produttori una base solida per laptop e mini PC a basso costo.
Il risultato è una mossa che guarda più al portafoglio che alle classifiche prestazionali. Niente fuochi d’artificio, niente tecnologie all’avanguardia, ma due processori che potrebbero trovare spazio proprio dove serve costare poco e funzionare senza pretese. Per chi cerca potenza pura, ovviamente, bisogna guardare altrove.