PS6 potrebbe segnare un salto generazionale importante sul fronte dello storage, e le prime informazioni trapelate raccontano di una console che punta forte su SSD PCIe Gen 5, streaming cloud potenziato e piena retrocompatibilità con i giochi PS5. Vediamo cosa sappiamo finora.
SSD PCIe Gen 5 e compressione neurale delle texture
La futura PS6 dovrebbe adottare SSD PCIe Gen 5 NVMe, una tecnologia che sulla carta promette prestazioni potenzialmente raddoppiate rispetto all’attuale generazione. Ora, va detto che nel mondo PC questa tecnologia circola già da anni, eppure i benefici concreti nel gaming sono stati finora piuttosto marginali. Il punto è che probabilmente il collo di bottiglia stava nel software: i giochi non erano scritti per sfruttare davvero quella velocità in più. Le cose però stanno cambiando, e l’adozione lato console potrebbe finalmente tradursi in tempi di caricamento più rapidi e una gestione dei dati sensibilmente migliore. C’è però un rovescio della medaglia, e non è da poco: drive più veloci e capienti costano di più, soprattutto in un periodo di crisi dei chip di memoria. Questo potrebbe avere un impatto diretto sul prezzo finale della console.
Il taglio di archiviazione dovrebbe restare quello da 1 TB, esattamente come su PS5. Per affrontare il problema dei giochi sempre più pesanti, Sony starebbe testando la compressione neurale delle texture, una tecnologia su cui sia NVIDIA sia AMD lavorano da tempo. In pratica, si sfruttano i core AI della GPU per comprimere le texture e ricostruirle in tempo reale, così da ottimizzare spazio e prestazioni senza sacrificare troppo la qualità visiva. È una soluzione elegante, che potrebbe fare la differenza soprattutto con un drive da 1 TB che altrimenti rischierebbe di riempirsi in fretta.
Cloud gaming e infrastruttura rinnovata
Non solo hardware domestico. Sony starebbe lavorando da oltre tre anni al rinnovamento della propria infrastruttura cloud, con l’obiettivo di rendere lo streaming dei giochi una componente sempre più centrale nell’ecosistema PlayStation. Si può pensare a un’evoluzione naturale di quanto già visto in questa generazione con PS Plus Premium e con dispositivi come PlayStation Portal. PS6 potrebbe insomma rappresentare il momento in cui il cloud gaming smette di essere un’opzione di contorno e diventa parte integrante dell’esperienza.
Retrocompatibilità e primi giochi in sviluppo
Ci sono segnali incoraggianti anche per chi possiede una libreria di titoli PS5. Secondo le informazioni emerse, PS6 supporterà almeno i giochi della generazione attuale. Sony starebbe già sviluppando asset condivisi tra le due generazioni, un approccio pensato per facilitare la transizione sia dal lato degli sviluppatori sia da quello degli utenti. Niente fratture nette, insomma, ma una continuità che dovrebbe rendere il passaggio meno traumatico per tutti.
E a proposito di giochi, è arrivata anche la prima segnalazione concreta di un titolo PS6 attualmente in fase di sviluppo: viene descritto come uno sparatutto horror in terza persona definito “coinvolgente”. Ancora nessun nome, nessun studio confermato, ma il fatto che si parli già di progetti specifici dà un’idea di quanto la macchina produttiva attorno a PS6 sia già in moto.