La Porsche Taycan cambia pelle e prova a riconquistare chi ama davvero guidare, con un cambio virtuale che porta una marcia in più dentro un’auto già di per sé elettrica e prestazionale. Si chiama E-Shift ed è la novità più interessante di un pacchetto di aggiornamenti che Zuffenhausen ha pensato per dare alla sua berlina sportiva un carattere diverso, sia su strada che in pista. L’idea, in fondo, è semplice da raccontare anche se complicata da realizzare: ricreare le sensazioni di un vero cambio dentro una vettura che, di marce vere, ne ha pochissime.
Come funziona il cambio virtuale della Taycan
Il nuovo cambio virtuale non è poi così lontano da quello già visto sui modelli N di Hyundai. In pratica si tratta di un otto rapporti simulato, costruito prendendo le caratteristiche del doppia frizione PDK e mappandole dentro la centralina della Taycan. I tecnici hanno poi dovuto far dialogare questo cambio finto con il vero automatico a due rapporti già presente sull’auto, così che il tutto lavorasse senza intoppi.
Il punto che fa la differenza è uno: Porsche assicura che usare la modalità E-Shift non taglia la potenza, non riduce l’autonomia reale e non incide sull’efficienza. E mentre il sistema di Hyundai resta legato ai soli modelli con badge N, qui la scelta è opposta. La Taycan riceve l’E-Shift su tutta la gamma, con ogni versione che ha la sua personalità. A completare il quadro c’è il Porsche Electric Sound, evoluzione del sonoro già disponibile in passato. Il responsabile del suono Max Geiger ha spiegato che, pur avendo provato a imitare un motore a benzina, alla fine la squadra ha preferito un suono sintetizzato, più coerente con l’anima elettrica della vettura.
Com’è guidarla con l’E-Shift
Premendo il pulsante sul volante GT sport, il quadro strumenti mostra al centro un contagiri e il cambio parte di default in automatico. Si nota subito un cambiamento dentro l’abitacolo, perché il Porsche Electric Sound “borbotta” al minimo proprio come farebbe un termico. In modalità Normal si comporta come un fluido PDK a otto marce, e già così la Taycan acquista carattere, al punto da risultare piacevole persino in autostrada.
Ruotando il selettore verso destra si passa al manuale, con cambi gestiti dalle palette. Le cambiate sono pulite e l’integrazione è di altissimo livello. Cambiare troppo tardi fa rimbalzare l’ago sul limitatore finto, esattamente come su una 911 col PDK. E se si affonda l’acceleratore in una marcia alta, diciamo la settima, l’auto risponde fiacca: bisogna scalare di qualche rapporto per tirare fuori tutta la spinta.
Con Sport o Sport Plus le cambiate diventano più decise, con un calcio percepibile attraverso il sedile man mano che si sale. Sulla GTS provata il cambio virtuale non risulta estremo come l’N e-Shift di Hyundai, ma le vibrazioni più morbide si sposano meglio con l’indole da gran turismo della Taycan. Facile immaginare quanto possa diventare coinvolgente sulla Taycan Turbo GT da 1093 CV, soprattutto in pista. Poter dosare le cambiate in entrata e uscita di curva regala una percezione più netta della velocità e aiuta a trovare il giusto ritmo.
Quanto costa l’opzione
L’E-Shift è proposto come optional a circa 870 euro, ma trattandosi di Porsche c’è il solito trucco. Servono il volante GT sport, il pacchetto Sport Chrono e l’impianto Bose surround. Su una versione più semplice, dove questi accessori non sono di serie, il conto sale a poco più di 3500 euro. Su GTS e Turbo S queste dotazioni ci sono già, quindi il sovrapprezzo resta basso, mentre sulla Turbo GT il cambio simulato arriva di serie.
La Porsche Taycan GTS E-Shift parte da circa 138.000 euro, con i 870 euro dell’E-Shift a parte. Sotto il cofano due motori sincroni a magneti permanenti per 690 CV e 583 lb ft di coppia, riduttore a un rapporto davanti e automatico a due dietro. Il peso è di 2285 kg, lo 0-100 km/h in 3,3 secondi e una velocità massima di 250 km/h. La batteria è da 105 kWh totali, per un’autonomia dichiarata di 389 miglia. Tra le rivali Audi E-tron GT e Polestar 5.