OnePlus si prepara a dire addio ai mercati statunitense ed europeo, e la notizia arriva in un momento tutt’altro che casuale. Il colosso della memoria sta vivendo una fase turbolenta, con prezzi delle componenti alle stelle, e per un marchio che ormai lottava per una fetta minima di mercato negli Stati Uniti la situazione è diventata insostenibile. L’annuncio ufficiale, secondo fonti bene informate, dovrebbe arrivare nei prossimi giorni.
Negli USA il panorama degli smartphone è praticamente diviso in due. Da una parte c’è Apple, che comanda con ampio margine, dall’altra Samsung, che occupa una porzione piccola ma tutt’altro che trascurabile. Tutti gli altri produttori hanno raccolto le briciole, senza mai riuscire a crescere davvero all’ombra dei due giganti. E ora il boom dell’intelligenza artificiale, unito all’aumento dei prezzi della memoria, ha finito per spingere fuori dai giochi proprio uno di questi marchi.
OnePlus: la lenta uscita di scena di un brand che voleva stupire
I segnali c’erano tutti, a dire il vero. Anche se in passato la stessa azienda aveva smentito le voci sul proprio ridimensionamento, sembrava più una questione di negazione che di realtà. Un altro indizio del momento difficile è arrivato con una mossa recente: in diversi Paesi OnePlus stava attivamente indirizzando i clienti verso l’acquisto di prodotti OPPO. Un dettaglio che dice molto.
Quando il marchio fece il suo debutto nel 2014, l’etichetta di “flagship killer” aveva conquistato gli appassionati di smartphone. Volevano un dispositivo con specifiche di primo livello ma senza svuotare il portafoglio, e il primo modello, il OnePlus One, arrivò come una sorta di dichiarazione al mercato. C’era un nuovo protagonista in città, e sapeva farsi notare.
Con il passare degli anni, però, qualcosa è cambiato. L’azienda si è progressivamente allontanata dall’anima da brand per appassionati, virando verso il segmento premium e provando a giocarsela ad armi pari con Apple e Samsung. Il risultato non è stato quello sperato. OnePlus 15 era in sostanza una versione ribattezzata di prodotti OPPO, segno che il marchio aveva perso la propria identità lungo la strada.
Aggiornamenti garantiti, ma niente nuovi modelli
Va detto che la tenacia di questo produttore merita comunque un certo rispetto. Ha resistito a lungo, in un mercato che non fa sconti a nessuno. Poi però è arrivata la crisi della DRAM, che ha scosso l’intero settore. Ogni azienda che utilizzava memoria o storage si è ritrovata costretta ad alzare i prezzi ovunque, e per un marchio che già combatteva per una fetta minuscola del mercato americano gli sforzi si sono rivelati inutili.
Le informazioni circolate parlano di OnePlus e OPPO che continueranno a garantire gli aggiornamenti software fino al termine del ciclo di vita dei dispositivi. Per quanto riguarda i futuri smartphone, invece, questi non arriveranno più né negli Stati Uniti né in Europa. Le scorte rimanenti verranno smaltite, mentre sul destino in regioni come India e Cina l’azienda resta piuttosto silenziosa.
Difficile aspettarsi qualcosa oltre il OnePlus 16, almeno per questi mercati. Il quadro, insomma, lascia poco spazio all’ottimismo per chi sperava di vedere il marchio continuare a lottare contro i due colossi che dominano il settore.