Gli aggiornamenti software sono la spina dorsale di qualsiasi smartphone Android, perché tengono il dispositivo al sicuro, compatibile con le app più recenti e pronto ad accogliere nuove funzioni. Per questo la fine del supporto è sempre un momento delicato. Nel 2026 toccherà a diversi modelli ancora molto diffusi, e chi li possiede dovrà scegliere se tenerli oltre il termine ufficiale oppure passare a qualcosa di più nuovo.
I marchi coinvolti sono parecchi. Si parla di Google, Motorola, OnePlus e Sony. Alcuni di questi telefoni, al momento del debutto, venivano considerati tra i migliori della loro fascia. Ma il tempo a disposizione per ricevere nuove patch sta finendo, e per certi modelli manca davvero poco.
Pixel 6 e gli altri Android di Google che chiudono il ciclo
Arrivati a ottobre del 2021, Pixel 6 e Pixel 6 Pro hanno segnato una svolta per Google grazie al primo chip Tensor sviluppato in casa. Due telefoni che hanno dato carattere alla gamma Pixel, ma che ormai sono vicini al traguardo lato software.
Al lancio Google garantiva cinque anni di aggiornamenti di sicurezza, una politica poi allungata fino agli attuali sette anni sui dispositivi più recenti. Per questi due modelli il viaggio finirà a ottobre del 2026, con Android 17 a fare da ultimo grande aggiornamento. Si potranno usare ancora, certo, ma senza nuove funzioni né correzioni di sicurezza. Chi vuole restare nell’ecosistema Google può guardare ai nuovi Pixel 10, Pixel 10 Pro e Pixel 10 Pro XL. E Pixel 8 Pro resta una scelta valida per chi cerca un dispositivo ancora attuale senza spendere troppo.
Sul fronte Motorola, uno dei modelli destinati a perdere il supporto è il Moto G Stylus 5G del 2023. Lanciato a giugno di quell’anno, si faceva notare per il pennino integrato e per un prezzo competitivo nella fascia media. Motorola aveva promesso un solo aggiornamento principale di Android e tre anni di patch di sicurezza, quindi il telefono uscirà dal programma di supporto alla fine di giugno del 2026. Per chi ama lo stilo, il nuovo Moto G Stylus 2026 è il successore più diretto, mentre tra le alternative spunta anche Nothing Phone (4a) Pro, con il suo design particolare e un buon equilibrio tra prestazioni e autonomia.
OnePlus, Sony e Motorola Edge verso la fine del supporto
Anche OnePlus 10T si prepara a salutare gli aggiornamenti ufficiali. Presentato ad agosto del 2022, era piaciuto per il rapporto tra prestazioni e prezzo, con una scheda tecnica quasi da flagship a una cifra contenuta. È arrivato con Android 12 e la promessa di tre aggiornamenti di sistema più quattro anni di sicurezza, perciò il supporto si chiuderà ad agosto del 2026. Per restare in casa OnePlus c’è il 15R, con batteria più generosa e hardware più moderno. In alternativa, nella stessa fascia, ci sono Samsung Galaxy A57 5G e Galaxy S25 FE, entrambi con aggiornamenti più longevi.
Tra i modelli che arriveranno al capolinea c’è pure Sony Xperia 5 V, molto amato da chi fa fotografia con il telefono. Dal lancio nel 2023 si è distinto per la qualità del comparto fotografico e per un approccio pensato per creator e utenti esigenti. Eppure il periodo di supporto è rimasto più corto rispetto ad alcuni concorrenti. Gli aggiornamenti arriveranno fino al 1 agosto del 2026, poi basta patch e novità. Chi cerca un sostituto può puntare su Samsung Galaxy S26, Galaxy S26+, OnePlus 15 o Pixel 10 Pro. Intanto anche altri Sony del 2023, come Xperia 1 V e Xperia 10 V, stanno già toccando la fine della loro corsa.
A chiudere la lista c’è Motorola Edge del 2023, uno dei modelli più rappresentativi della gamma negli ultimi anni. È arrivato a ottobre del 2023 con Android 13 preinstallato e la promessa di due aggiornamenti di sistema più tre anni di sicurezza, impegno che terminerà alla fine di settembre del 2026. Per chi lo usa ancora, è un segnale chiaro che forse è il momento di valutare un cambio. Tra le opzioni più interessanti ci sono Pixel 10a, Pixel 10 e Samsung Galaxy A57 5G, tutti con un supporto più esteso. Chi preferisce restare in casa Motorola può guardare al nuovo Edge 2026, proposto a un prezzo molto simile a quello del predecessore.
Quando un telefono smette di ricevere aggiornamenti non diventa subito inutile. Col tempo, però, l’assenza di patch lo espone a vulnerabilità che nessuno correggerà più e può creare problemi di compatibilità con app e servizi recenti. È anche per questo che la durata del supporto software è ormai uno degli elementi più importanti nella scelta di un nuovo dispositivo. Produttori come Google e Samsung hanno allungato parecchio i loro programmi, fino a sette anni su molti modelli recenti, una strategia che fotografa bene il cambiamento delle abitudini di chi tiene il proprio smartphone molto più a lungo rispetto al passato.