Il pesce stargazer è probabilmente uno degli abitanti più bizzarri e temibili che nascondono i fondali marini. Brutto da vedere, velenoso e in certi casi capace persino di generare scariche elettriche, questo predatore ha sviluppato una serie di trucchi che gli permettono di sorprendere le sue prede senza mai muoversi troppo. Chi si imbatte nelle sue esche naturali farebbe bene a stare attento, perché dietro quell’aspetto poco invitante si nasconde un cacciatore molto più pericoloso di quanto sembri.
Un cacciatore che vive sepolto nella sabbia
Quello che rende lo stargazer così particolare è il suo modo di vivere quasi completamente immerso nel fondale. Passa gran parte del tempo sepolto sotto la sabbia, con soltanto gli occhi e la bocca che spuntano verso l’alto. Da qui, tra l’altro, arriva anche il suo nome, visto che sembra sempre intento a osservare il cielo sopra di lui. Questa posizione non è casuale. Serve a tendere agguati, restando invisibile fino all’ultimo istante utile.
Alcune specie hanno addirittura una specie di esca all’interno della bocca, un piccolo lembo che agitano per attirare i pesci più curiosi. Quando la preda si avvicina troppo, l’attacco è fulmineo. Non c’è quasi il tempo di accorgersene. È una strategia semplice ma incredibilmente efficace, che dimostra quanto questo animale abbia perfezionato l’arte dell’imboscata.
Veleno, spine ed elettricità
La vera sorpresa arriva quando si parla delle sue difese. Lo stargazer possiede spine velenose collocate sopra le pinne pettorali, capaci di provocare ferite dolorose a chi le tocca senza fare attenzione. Non è certo un pesce con cui conviene scherzare, soprattutto per chi lavora vicino ai fondali o per i sub meno esperti.
Come se non bastasse, alcune specie hanno un’arma in più. Sono infatti in grado di produrre scariche elettriche, grazie a organi speciali situati dietro gli occhi. Una combinazione di veleno ed elettricità che rende questo animale davvero unico nel suo genere, e che spiega perché venga considerato uno dei pesci più temibili tra quelli che si mimetizzano sui fondali sabbiosi.