La più potente nave gru semisommergibile mai costruita in Cina è ora operativa e promette di rivoluzionare il modo in cui vengono realizzate le grandi opere in mare aperto. Si chiama Sihang Yongsheng ed è diventata il fiore all’occhiello del Paese per capacità di sollevamento, un primato niente male se si pensa a quanto sia complicato lavorare tra onde, vento e correnti a decine di chilometri dalla costa.
Costruire mega infrastrutture in mare aperto resta una delle sfide più affascinanti dell’ingegneria moderna. Piattaforme petrolifere, turbine eoliche, ponti sospesi. Tutti componenti giganteschi che di solito vengono assemblati a terra e poi trasportati in mare per essere piazzati con una precisione quasi millimetrica. L’Italia in questo campo ha una lunga tradizione, avendo firmato alcune delle opere ingegneristiche più importanti del pianeta. Ma la Cina sta chiaramente giocando per diventare protagonista, e i numeri di questa nave lo dimostrano bene.
Dimensioni fuori scala e una gru da 172 metri
Partiamo dalle misure, perché già quelle raccontano molto. Sihang Yongsheng è lunga 110 metri e larga quasi 44, con un ponte operativo di circa 4.800 metri quadrati. Spazio più che sufficiente per trasportare strutture fino a 10.000 tonnellate. Ma il vero pezzo forte è la gru rotante installata a poppa. Un braccio lungo 149 metri, capace di arrivare a un’altezza superiore ai 172 metri. Per rendere l’idea, parliamo di qualcosa di paragonabile a un edificio di circa 50 piani.
E in pratica cosa vuol dire tutto questo? Quando la nave opera in posizione di ancoraggio, può sollevare fino a 2.200 tonnellate in una sola volta. Un vantaggio enorme quando si tratta di installare le fondazioni per gli impianti eolici offshore, le piattaforme energetiche o le grandi sezioni dei ponti marittimi. La gru offre una rotazione completa a 360 gradi, così i carichi possono essere posizionati con maggiore precisione senza dover spostare in continuazione la nave. Un dettaglio che fa la differenza in termini di tempo e sicurezza.
Perché lo scafo si immerge e cosa comporta
C’è poi la caratteristica che dà il nome all’intera categoria. Lo scafo può essere parzialmente immerso, trasformando l’unità in una vera e propria piattaforma semisommergibile. Il motivo è tutto tranne che estetico. Questa configurazione migliora la stabilità durante le operazioni più delicate e rende più semplice il trasporto di manufatti dalle dimensioni eccezionali, quelli che con una nave tradizionale sarebbero praticamente ingestibili.
A bordo, inoltre, ci sono sistemi automatici che tengono d’occhio in tempo reale il bilanciamento del carico e regolano l’assetto dell’imbarcazione. Tecnologie pensate per abbassare il rischio operativo e alzare l’efficienza dei lavori in mare aperto, dove ogni imprevisto può costare caro. Messi tutti insieme, questi elementi fanno di Sihang Yongsheng uno strumento capace di accelerare parecchio la costruzione di infrastrutture che finora richiedevano tempi lunghissimi. E se il trend cinese continua su questa strada, il rapporto di forze nel settore dell’ingegneria offshore potrebbe cambiare più in fretta del previsto.