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OpenAI taglia la valutazione a 1.070 miliardi dopo i dubbi

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OpenAI ha deciso di rivedere al ribasso il proprio obiettivo di valutazione, portandolo a circa 1.070 miliardi di euro dopo che all’inizio di questo mese aveva presentato agli interlocutori una cifra vicina ai 1.200 miliardi. Secondo indiscrezioni, il ritocco sarebbe arrivato dopo le resistenze di alcuni investitori, poco convinti dalla richiesta iniziale. Un passo indietro che, sui numeri, pesa parecchio.

Il nodo è tutto qui. La società guidata dal team che ha dato vita a ChatGPT aveva messo sul tavolo una proposta molto ambiziosa e qualcuno, dall’altra parte, ha preferito non seguirla fino in fondo. Il risultato è una valutazione più contenuta, che resta comunque su livelli altissimi ma segna una correzione rispetto a quanto immaginato poche settimane fa.

Quanto vale davvero il taglio

Mettendo a confronto le due cifre la differenza salta subito all’occhio. Si parla di circa 130 miliardi di euro in meno tra la prima ipotesi e quella attuale, una sforbiciata pari a poco più del 10%. Non certo un dettaglio contabile. Per avere un’idea, si tratta di un valore che da solo supera quello di molte grandi aziende quotate.

Eppure il nuovo traguardo fissato da OpenAI rimane superiore al migliaio di miliardi di euro, una soglia che pochissime realtà al mondo possono permettersi di nominare in una trattativa. Il ridimensionamento quindi non cambia la portata dell’operazione ma ne modifica i contorni, rendendo la proposta più digeribile per chi dovrebbe metterci i capitali.

Va ricordato che un obiettivo di valutazione non coincide con un prezzo già concordato. È piuttosto la cifra che un’azienda propone come base di partenza quando cerca nuovi finanziatori o prepara un’operazione finanziaria. Se il mercato la considera eccessiva, la strada più frequente è proprio quella di ritoccarla. Ed è esattamente ciò che è successo in questo caso.

Le perplessità degli investitori

A spingere verso la revisione sarebbero state le obiezioni di una parte dei potenziali investitori. Non tutti, a quanto pare, ma abbastanza da convincere la società a rivedere i propri piani nel giro di poche settimane. La cifra presentata all’inizio del mese evidentemente non aveva raccolto un consenso sufficiente.

Quando chi deve mettere i soldi frena, la dinamica tende a ripetersi sempre allo stesso modo. L’azienda deve scegliere se tenere il punto e rischiare di perdere interlocutori oppure fare un passo verso di loro. OpenAI ha imboccato la seconda strada, abbassando l’asticella da circa 1.200 a circa 1.070 miliardi di euro.

Sul tavolo restano comunque numeri che collocano la società tra i nomi più preziosi dell’intero settore tecnologico. La resistenza incontrata non ha fatto crollare le ambizioni, ma le ha riportate su un terreno ritenuto più accettabile da chi siede dall’altra parte. La nuova soglia di 1.070 miliardi di euro è ora il riferimento con cui l’azienda si presenta agli investitori.

Fonte: TecnoAndroid

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