Il governo cinese sta valutando un passo indietro sul divieto di acquisto dei chip NVIDIA, quel blocco che aveva imposto poco tempo fa alle aziende locali. Secondo quanto emerso, Pechino potrebbe presto concedere a un gruppo ristretto di società la possibilità di comprare i processori grafici dell’azienda americana, seppur in quantità limitate. Un cambio di rotta che ha del curioso, visto che era stata proprio la Cina a chiudere le porte ai chip H200 in risposta alle tensioni con gli Stati Uniti.
La storia va inquadrata bene. Le restrizioni americane sui semiconduttori hanno reso complicato per la Cina produrre chip di ultima generazione. E i limiti aggiuntivi imposti sui prodotti NVIDIA hanno tolto a Pechino la capacità di procurarsi l’hardware necessario per far girare le tecnologie di intelligenza artificiale più avanzate. Insomma, un problema che si è fatto sentire.
Alibaba, ByteDance e DeepSeek nella lista dei possibili acquirenti
Questa apertura arriva dopo un altro segnale che aveva fatto discutere. In precedenza si era parlato di come il governo cinese stesse pensando a delle restrizioni sui modelli di intelligenza artificiale più avanzati del paese. Alcune fonti avevano aggiunto che le capacità di sicurezza informatica legate a certi modelli avevano preoccupato Pechino, e che le riflessioni erano arrivate dopo aver bloccato Meta Platforms nell’acquisizione di un’azienda locale.
Facciamo un passo indietro sul lato tecnico. NVIDIA, dopo le sanzioni statunitensi sui suoi prodotti, aveva sviluppato un chip pensato apposta per il mercato cinese, l’H200, costruito per rispettare tutte le normative americane sul controllo delle esportazioni. Peccato che poi sia stata la stessa Cina a frenare le aziende locali dall’acquistarlo. Ora, però, qualcosa si muove e il governo sembra intenzionato a lasciare che alcune società comprino un numero contenuto di queste GPU dedicate all’AI.
C’è anche un dettaglio che aiuta a leggere il quadro. Il CEO di NVIDIA, Jensen Huang, aveva confermato di aver ottenuto il via libera cinese per vendere i chip alle aziende del paese. In un’intervista di maggio, Huang aveva spiegato che la società non aveva incluso alcuna previsione sulle vendite in Cina nelle sue stime finanziarie. E già a marzo, parlando con i giornalisti al GTC, aveva fatto capire che l’azienda si stava preparando a fornire hardware alle imprese cinesi.
Numeri ancora da definire e generazioni già superate
Il governo cinese starebbe ancora ragionando sulla quantità di chip NVIDIA da autorizzare. Il numero che circola è 200.000 unità, meno della metà rispetto a quanto le aziende avevano chiesto. Tra le società che potrebbero ottenere il semaforo verde ci sarebbero ByteDance, DeepSeek e Alibaba.