Domani, giovedì 16 aprile, arriveranno i risultati trimestrali di Netflix e gli occhi di analisti e investitori sono puntati su due aspetti in particolare: quanto la piattaforma sta spendendo per i contenuti e come sta crescendo il suo business pubblicitario. Si tratta del primo aggiornamento finanziario dopo che le trattative con Warner Bros Discovery si sono interrotte senza un accordo, un fatto che avrebbe potuto ridisegnare completamente la mappa dello streaming globale.
Quella possibile acquisizione avrebbe portato in dote a Netflix franchise enormi, su tutti Game of Thrones, senza dover costruire nulla da zero. Lo stop alle trattative, però, cambia le carte in tavola e costringe la piattaforma a rivedere le proprie priorità. Nel frattempo, c’è chi potrebbe approfittarne: Paramount, ad esempio, potrebbe essere la realtà che finisce per mettere le mani su quei contenuti tanto ambiti.
Ricavi in crescita e il peso crescente della pubblicità
Stando alle stime degli analisti, Netflix dovrebbe chiudere il primo trimestre con ricavi intorno agli 11,2 miliardi di euro, in crescita del 15,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Di questa cifra, circa 580 milioni di euro arriverebbero dalla pubblicità, un segmento ancora relativamente piccolo ma che sta crescendo a ritmi interessanti. L’aumento dei prezzi degli abbonamenti negli Stati Uniti, entrato in vigore a marzo, potrebbe poi spingere la società a rivedere al rialzo le previsioni per l’intero anno.
C’è anche un effetto collaterale da non sottovalutare: il rincaro degli abbonamenti potrebbe convincere una fetta di utenti a passare al piano supportato da annunci pubblicitari, alimentando proprio quel settore su cui Netflix sta investendo sempre di più. Per gli investitori, questo passaggio rappresenta uno dei motori principali di crescita nei prossimi trimestri.
Parlando di numeri in Borsa, la rinuncia all’accordo con Warner Bros, che era valutato circa 66 miliardi di euro, ha avuto un effetto quasi paradossale: il titolo Netflix è salito del 13% dall’inizio dell’anno e addirittura del 26% dopo lo stop alle trattative. Il mercato, insomma, sembra apprezzare un approccio più cauto, che privilegia la crescita organica rispetto alle grandi acquisizioni.
Eventi live e la sfida con i nuovi competitor
Non è tutto rose e fiori, ovviamente. All’orizzonte si profila un aumento della concorrenza piuttosto significativo. L’eventuale fusione tra Warner Bros e Paramount Skydance, stimata intorno ai 101 miliardi di euro, potrebbe dare vita a un nuovo colosso in grado di sfidare Netflix sia sul fronte dei contenuti che su quello della distribuzione.
Netflix, nel frattempo, non sta a guardare e sta puntando con decisione sugli eventi live e sui contenuti in diretta, un territorio storicamente lontano dal suo DNA fatto di serie e film on demand. L’obiettivo è chiaro: attrarre inserzionisti disposti a pagare cifre importanti per raggiungere un pubblico enorme in tempo reale. Tra le iniziative più recenti spicca un concerto dei BTS trasmesso da Seul, che ha raggiunto oltre 18 milioni di spettatori, e competizioni come il World Baseball Classic, uno degli eventi sportivi più seguiti a livello globale.