Netflix ha un problema che negli uffici di Los Gatos comincia a pesare parecchio, ed è il calo del cosiddetto engagement, cioè quanto tempo gli abbonati passano davanti allo schermo e quante volte arrivano davvero alla fine di un film o di una serie. Secondo un nuovo report, i dirigenti stanno valutando due strade per invertire la rotta, i canali in diretta e i pacchetti di abbonamenti combinati. Curioso, però, che la soluzione più ovvia sia lì a portata di mano, l’integrazione con l’app TV di Apple.
Canali live e bundle, la nuova scommessa
Il dato che preoccupa i vertici riguarda proprio la fedeltà degli spettatori. Nel gergo di Hollywood questa metrica è quasi sacra, perché misura la soddisfazione del pubblico e, di conseguenza, quanto è probabile che qualcuno decida di disdire. Se le persone guardano poco e finiscono ancora meno film, il rischio abbandono cresce. Ed è qui che entra in gioco l’idea dei canali live.
Il concetto è semplice, quasi vecchio stile. Invece di perdere tempo a scorrere all’infinito tra le locandine cercando cosa vedere, l’utente potrebbe accendere un “canale” e lasciarsi trasportare, come si faceva con la vecchia televisione. Questi canali trasmetterebbero film e serie in continuazione, magari organizzati per genere. Un ritorno alle origini del piccolo schermo, insomma, che serve a tenere le persone incollate senza costringerle a scegliere.
C’è poi il capitolo bundle. I dirigenti hanno discusso la possibilità di aggiungere all’offerta altri servizi in abbonamento, come Peacock di NBCUniversal, vendendoli direttamente attraverso l’app principale. Una strategia che aziende come Amazon e la stessa Apple portano avanti da tempo. I vari servizi comparirebbero come riquadri sulla home page, un cambiamento non da poco per una società che ha fatto della sua interfaccia pulita un marchio di fabbrica.
L’app TV di Apple resta la strada ignorata
Il report sottolinea anche un dettaglio che ai pubblicitari piacerà molto. La versione live di Netflix diventerebbe un canale nuovo per piazzare pubblicità non saltabili, quelle che l’utente è costretto a guardare. Un modo elegante per monetizzare senza dare troppo nell’occhio.
Sul fronte Apple, quest’anno c’è stato uno scambio raro di contenuti tra le due aziende, legato a una gara di Formula 1 e all’ultima stagione della serie Drive to Survive. Segnali di distensione, forse. Ma chi possiede una Apple TV continua a desiderare una cosa sola, vedere finalmente Netflix integrato per bene nell’app TV di Apple.
Finora Netflix ha usato la sua posizione dominante come motivo per snobbare quell’integrazione. La logica è chiara, l’azienda non vuole che i suoi contenuti finiscano mescolati con i cataloghi dei rivali. Peccato che, se il problema è proprio l’engagement, mostrare i propri titoli anche fuori dall’app, ad esempio dentro l’app TV, sembrerebbe un ottimo punto di partenza. Più visibilità, più occasioni di aggancio.