Il colosso cinese punta a scardinare uno dei mercati più solidi di Nvidia fuori dagli Stati Uniti, e lo fa con una mossa che pesa. Huawei ha in programma di entrare nel mercato sudcoreano degli acceleratori per intelligenza artificiale nel quarto trimestre del 2026, portando con sé i processori della serie Ascend 950 e la piattaforma di calcolo Atlas 950 SuperPod. Il piano, stando a quanto trapelato dalla stampa coreana la scorsa settimana, prevede prezzi molto più bassi rispetto a quelli della concorrenza americana, con l’idea di attirare chi vuole ridurre la dipendenza dal chipmaker statunitense.
A guidare l’operazione ci sono due modelli precisi. Il primo è l’Ascend 950PR, un chip pensato per l’inferenza, già entrato in produzione di massa ad aprile. Il secondo è l’Ascend 950DT, progettato invece per i carichi di lavoro legati all’addestramento dei modelli di IA, la cui uscita è fissata proprio per il quarto trimestre. Entrambi dovrebbero debuttare in Corea insieme all’Atlas 950 SuperPod, una piattaforma integrata che secondo Huawei può arrivare a contenere fino a 8.192 processori Ascend in un singolo deployment. Numeri che, sulla carta, fanno impressione.
Prezzi aggressivi e potenza di calcolo come armi
La strategia commerciale di Huawei in Corea ruota tutta attorno a due leve: costo basso e potenza bruta. La sede coreana dell’azienda ha già chiuso gli accordi con due distributori locali, Hansol PNS e SK Shieldus, quest’ultimo partner storico del gruppo cinese. E le preparazioni sono già partite, tra formazione tecnica, politiche di prezzo, marketing e un branding pensato apposta per il mercato locale.
Il dato che fa più rumore riguarda le prestazioni. Huawei sostiene che l’Ascend 950PR offra circa 2,87 volte le prestazioni in inferenza dell’acceleratore H20 di Nvidia, e a un prezzo pari a circa un quarto. L’H20, va ricordato, è il processore che Nvidia ha sviluppato appositamente per il mercato cinese dopo che le restrizioni americane all’export hanno bloccato la vendita di GPU più potenti. Huawei ammette che sul fronte della potenza pura il suo chip resta indietro rispetto al top di gamma H200, ma sostiene che il divario si possa colmare mettendo insieme migliaia di processori Ascend attraverso la piattaforma Atlas 950.
Sul piano della memoria, la serie 950 sfrutta una memoria ad alta banda sviluppata internamente da Huawei, costruita però partendo da die ottenuti da fonti estere. Il 950PR usa lo standard HiBL 1.0, mentre il 950DT adotta l’HiZQ 2.0.
Ostacoli e resistenze sul mercato coreano
La mossa arriva in un momento in cui la domanda coreana di infrastrutture per l’IA sta crescendo a ritmo serrato. Gli acceleratori di punta di Nvidia costano decine di migliaia di dollari, ovvero decine di migliaia di euro l’uno, con una disponibilità che resta limitata. Un chip a un quarto del prezzo dell’H20 diventa quindi un’alternativa concreta per chi cerca una seconda fonte di approvvigionamento. Huawei dichiara anche di stare lavorando per migliorare la compatibilità tra il proprio stack software CANN e l’ecosistema CUDA di Nvidia, così da rendere più semplice la migrazione agli sviluppatori.