La NASA ha deciso di puntare forte su una serie di innovazioni spaziali che potrebbero cambiare il modo di vivere e lavorare oltre l’atmosfera terrestre. Sono state selezionate 41 proposte arrivate da 37 aziende americane, tutte con un obiettivo comune, costruire le basi per una presenza stabile sulla Luna e preparare il terreno per le prime spedizioni umane su Marte. I progetti scelti coprono campi diversissimi, dai sistemi che producono energia ai trasporti spaziali, fino alle infrastrutture che servono per muoversi e operare sulla superficie lunare.
Come funziona la collaborazione tra NASA e industria privata
Tutto questo rientra nell’Announcement of Collaboration Opportunity, un programma con cui l’agenzia avvia partnership con le aziende senza però mettere sul piatto finanziamenti diretti. Il meccanismo è interessante, la NASA offre strutture specializzate, software, hardware e soprattutto il supporto dei propri esperti. In pratica le imprese possono accelerare lo sviluppo delle loro soluzioni appoggiandosi a una macchina rodata. Il risultato è che queste tecnologie potranno poi trovare spazio sia nelle future missioni governative sia nel mercato commerciale, tirando dentro in modo sempre più concreto l’industria americana nei programmi spaziali più ambiziosi.
Tra i nomi selezionati c’è Lockheed Martin, che lavorerà a un sistema energetico modulare e compatto pensato per dare corrente alle attività nelle regioni della Luna che restano sempre al buio. La soluzione sfrutta una tecnologia di trasmissione dell’energia senza fili basata su laser a fibra ottica, accompagnata da un sistema di dissipazione del calore costruito per reggere le condizioni estreme dello spazio.
Dai satelliti alla polvere lunare, le idee più curiose
C’è poi il capitolo della logistica orbitale. Kall Morris Inc. svilupperà Asteria, un sistema di aggancio per satelliti capace di attaccarsi a veicoli spaziali già esistenti o di nuova generazione grazie a uno speciale adesivo a rilascio controllato, senza bisogno di modifiche preventive alle strutture. Una soluzione che potrebbe allungare la vita operativa dei satelliti, migliorare il monitoraggio degli oggetti in orbita e aprire la strada alla manutenzione direttamente nello spazio.
Spazio anche a un problema spesso sottovalutato, la polvere lunare. Una delle insidie più serie per le missioni di lunga durata. La piccola azienda Moonprint Solutions lavorerà a coperture flessibili capaci di proteggere componenti delicati come rover, giunti robotici, tubazioni e altri sistemi mobili dall’azione abrasiva della regolite. Un dettaglio che fa la differenza per rendere più affidabili le operazioni future, sia sulla Luna sia su Marte. Dal lancio del programma, avvenuto nel 2015, la NASA ha già sostenuto oltre 110 progetti.
Sul fronte delle risorse, l’agenzia mette a disposizione strutture per un valore stimato attorno ai 26 milioni di euro, ai quali si aggiungono altri 28 milioni investiti direttamente dalle aziende coinvolte. I nuovi accordi avranno una durata compresa tra 12 e 24 mesi, da definire caso per caso a seconda delle esigenze.