Maradona torna protagonista a Napoli, e stavolta lo fa da un seggiolino dello stadio che porta il suo nome. La nuova maglia del Napoli, quella pensata per celebrare il centenario del club, è già finita al centro delle chiacchiere ancora prima della presentazione ufficiale. È bastata un’immagine pubblicata sui canali social della società per far partire il dibattito, complice il fatto che chiama in causa proprio il simbolo più amato della città.
AI o non AI, la questione della nuova maglia del Napoli
Nell’immagine il campione argentino è ritratto giovane, seduto sugli spalti, rigorosamente sul seggiolino numero 10. Addosso ha la divisa che verrà svelata nel pomeriggio, durante un evento organizzato insieme al main sponsor. E qui casca l’asino, perché scorrendo i commenti si capisce subito che non tutti hanno mandato giù la scelta.
Una polemica di quelle destinate a spegnersi in fretta, come capita quasi sempre sui social. Magari basterà l’annuncio dei prossimi colpi di calciomercato per spostare l’attenzione altrove. La presidenza sta lavorando per consegnare al nuovo allenatore Max Allegri una rosa all’altezza delle sue richieste, abbastanza attrezzata da tornare a giocarsela per lo scudetto.
Il punto interessante, però, è un altro. Diversi tifosi hanno subito puntato il dito contro l’uso dell’intelligenza artificiale per realizzare quell’immagine. Ma chi lo dice che sia andata davvero così? Siamo arrivati al momento in cui ogni elaborazione grafica, ogni fotoritocco, ogni fotomontaggio viene automaticamente etichettato come opera dell’AI.
Da Photoshop a ChatGPT, come cambia il sospetto
Un tempo, davanti a un’immagine sospetta, si sarebbe tirato in ballo Photoshop per bollare un contenuto come non autentico. Oggi il primo pensiero corre a ChatGPT o a qualche servizio simile. È un cambio di percezione che dice molto su come guardiamo le immagini che ci passano davanti agli occhi ogni giorno.
La nuova maglia del Napoli nasce dalla collaborazione con EA7 e si ispira alla lanetta delle divise degli anni Ottanta, proprio quelle che vestiva Maradona ai tempi d’oro. La colorazione scelta è il Centenary Blue, un omaggio al secolo trascorso dalla fondazione, avvenuta nel 1926. Sulla divisa spicca un gagliardetto con il numero 100 e il Corsiero del Sole, il cavallo che fu il primo simbolo del club partenopeo.
Un dettaglio dopo l’altro, l’operazione racconta più di un semplice restyling estetico. C’è il richiamo alla storia, c’è il legame con una figura che a Napoli non ha bisogno di presentazioni, e c’è quel numero 10 che continua a significare qualcosa di preciso per chiunque abbia respirato l’aria di quello stadio.
Il dibattito acceso sui social, in fondo, non fa altro che confermare quanto certe immagini riescano ancora a scuotere gli animi. Che dietro ci sia la mano di un grafico o un algoritmo, il risultato è comunque una divisa che porta il peso di cento anni di storia sulle spalle. E il fatto che a scatenare tutto sia stato proprio Maradona, seduto sul suo seggiolino numero 10, non fa che rendere la faccenda ancora più simbolica per la tifoseria azzurra.