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L’idea di un amore artificiale ha smesso di essere materiale da soggetto cinematografico ed è finita dritta nel palinsesto televisivo sudcoreano, dove SBS ha lanciato quello che viene presentato come il primo reality survival dedicato alle relazioni sentimentali tra persone in carne e ossa e partner generati da un software. Il titolo è My AI Partner, Kii an Love, il primo episodio va in onda il 20 agosto e il meccanismo è tanto semplice quanto spiazzante: portare la propria fidanzata o il proprio fidanzato a cena, in piscina o al karaoke, con il piccolo dettaglio che quel partner esiste soltanto dentro un tablet.
Il riferimento dichiarato dai produttori è Her, il film di Spike Jonze del 2013 con Joaquin Phoenix innamorato di un sistema operativo dalla voce di Scarlett Johansson. All’epoca sembrava fantascienza, adesso molto meno. A settembre la società cinese UBTech comincerà le consegne di U1, descritto come il primo robot umanoide compagno emotivo a grandezza naturale. Il fondatore Zhou Jian ha messo le cose in chiaro con una previsione secca: tra 10 o 20 anni le prossime generazioni potrebbero innamorarsi di dispositivi dotati di intelligenza artificiale.
Come funziona il reality show sudcoreano sui partner virtuali
I protagonisti sono tre volti noti al pubblico coreano: il fumettista e star televisiva Kian84, la comica Jang Do yeon e l’attrice Lee Yu bi. A ciascuno viene assegnato un avatar costruito su misura a partire dalle preferenze dichiarate, dall’aspetto alla voce fino alla personalità. Gli appuntamenti seguono i codici classici del genere, cene al ristorante e conversazioni notturne comprese, con l’aggiunta di nuovi partner IA che arrivano a sorpresa. È la tecnica narrativa del maegi, quella resa popolare da programmi di dating tra umani come Single’s Inferno, dove il concorrente introdotto a metà percorso serve a scombinare gli equilibri.
Alla presentazione del programma i tre hanno raccontato reazioni molto diverse. Jang ha parlato di conversazioni finite in direzioni impreviste, abbastanza naturali da farle percepire lo scambio come quello con un’altra persona, al punto da desiderare che l’interlocutore avesse davvero un corpo tridimensionale. Kian84 ha ammesso invece che vedersi riflesso nello specchio mentre passava un pomeriggio romantico insieme a un tablet gli ha provocato una sensazione di vergogna.
Perché il tema attira l’industria dell’intrattenimento asiatica
C’è un elemento che pesa più di tutti: la compiacenza dell’algoritmo. Gli avatar sono modellati sulle preferenze dei partecipanti e progettati per tenere viva l’interazione, senza attriti. Il produttore Won Seung jae ha spiegato di avere incontrato durante la lavorazione molti giovani che evitavano le relazioni sentimentali per la fatica che comportano i rapporti umani. Con un interlocutore sempre disponibile e personalizzato quel problema semplicemente non si pone.
Rispetto agli altri blockbuster coreani del genere, qui il traguardo non è la formazione della coppia finale. Prima viene un’altra soglia, quella di capire se lo scambio con una macchina possa produrre coinvolgimento a sufficienza da assumere i codici di una relazione vera. E il tema circola da tempo nella narrativa dell’Asia orientale. Nel drama Are You Human Too? una guardia del corpo si innamora di un androide costruito come replica di un erede chaebol in coma. My Holo Love ruota attorno a Holo, assistente IA olografico premuroso e sempre disponibile, indicato da uno studio sulla rappresentazione dell’intelligenza artificiale nei K Drama come il primo eroe romantico artificiale della serialità coreana. Il giapponese Time of Eve immaginava già nel 2008 una società popolata da androidi domestici e un locale dove era vietato distinguere le macchine dalle persone, mentre nel taiwanese U Loves You una robot addetta alle consegne si innamora di una donna.
In Cina la questione ha già superato il confine della finzione. Il documentario Replica segue donne che portano avanti relazioni continuative con fidanzati generati dall’intelligenza artificiale, e una delle protagoniste conversa con il proprio partner digitale da oltre 800 giorni. Il passo successivo riguarda il legame emotivo con un dispositivo che abbia anche un corpo dalle sembianze umane, e visti i progressi della robotica quel momento potrebbe non essere lontano.










