MSI ha iniziato a testare il supporto ai chip di memoria CXMT all’interno dei propri BIOS, e la cosa merita attenzione perché potrebbe cambiare qualcosa negli equilibri di un mercato dominato da pochissimi giganti. I produttori di hardware, ormai da tempo, cercano di allargare la lista dei fornitori affidabili per non restare troppo legati ai soliti nomi del settore memorie. Ed è proprio in questo scenario che si inserisce l’apertura verso l’azienda cinese, attiva nella produzione di chip DRAM.
Alcune versioni beta del firmware delle schede madri MSI hanno introdotto il supporto ai moduli basati su queste memorie. Un dettaglio che, letto tra le righe, lascia intuire un possibile ingresso più deciso del produttore nel mercato consumer. Sulla carta sembra un passaggio quasi banale, in realtà è un tassello tecnico piuttosto importante, perché anticipa una diversificazione dell’offerta destinata sia agli assemblatori sia a chi il computer se lo monta in casa.
Cosa dicono i BIOS MSI
La segnalazione arriva dalle note di rilascio di alcuni BIOS beta pensati per piattaforme AMD, dove compare in modo esplicito il riferimento al supporto per moduli CXMT DRAM. Certo, si parla di firmware non ancora definitivi, però la sola presenza di questa voce fa pensare che i test di compatibilità siano già stati avviati e in buona parte portati a termine.
Nel mondo delle memorie il BIOS conta parecchio. È lui a gestire il riconoscimento dei moduli, l’inizializzazione dei parametri e la stabilità del sistema durante l’avvio. Integrare il supporto diventa quindi un passaggio quasi obbligato per la futura diffusione commerciale di questi prodotti, perché riduce i grattacapi in fase di configurazione.
ChangXin Memory Technologies, questo il nome per esteso, è uno dei principali produttori cinesi di DRAM. Negli ultimi anni ha spinto sull’acceleratore aumentando la propria capacità produttiva, con l’idea di giocarsela contro colossi come Samsung, SK hynix e Micron. I suoi chip finiscono un po’ ovunque, dai dispositivi mobili ai server, fino alle piattaforme desktop.
Il fatto che MSI stia mettendo mano ai BIOS per accoglierli racconta qualcosa di preciso. I moduli CXMT stanno raggiungendo una maturità sufficiente per essere presi sul serio dai produttori di schede madri. E la certificazione di compatibilità pesa parecchio, perché garantisce più affidabilità e semplifica la vita a integratori e system builder.
Compatibilità e cosa aspettarsi
Le informazioni al momento sono un po’ avare. Non si sa nulla su frequenze, capacità o eventuali profili di overclock supportati. Probabile che le versioni beta del BIOS aggiornino le tabelle SPD e migliorino la gestione dei parametri di inizializzazione, giusto per far girare correttamente i moduli CXMT senza intoppi.
Come capita spesso in questa fase, le ottimizzazioni più interessanti dovrebbero arrivare con le versioni stabili del firmware. Soprattutto per quanto riguarda la compatibilità con configurazioni più spinte e i profili EXPO o XMP. L’arrivo di nuovi fornitori certificati, poi, potrebbe alzare il livello di concorrenza nel mercato DRAM, offrendo agli utenti una scelta più ampia e rendendo tutto il comparto un filo più vivace.