Il nuovo missile europeo presentato dal gruppo MBDA arriva in un momento preciso, quello in cui gli Stati Uniti hanno fatto capire che il loro contributo alla difesa del vecchio continente e alla NATO non sarà più quello di un tempo. Da qui è partito un percorso di potenziamento militare e di autosufficienza che sta spingendo l’Europa a tirare fuori progetti di ogni tipo. E stavolta si tratta di capacità a lungo raggio, terreno su cui finora la dipendenza dagli americani era quasi totale.
Durante il salone della difesa Eurosatory di Parigi, MBDA ha mostrato il NCM-LCM Mk2, un missile da crociera pensato per colpire bersagli a oltre 1.000 chilometri di distanza. Un sistema che ha tutta l’aria di diventare uno dei più avanzati mai sviluppati sul suolo europeo. E non è un caso che molti osservatori lo stiano già etichettando come la risposta continentale al celebre Tomahawk statunitense, l’arma simbolo degli attacchi in profondità.
Il vantaggio è chiaro. Colpire obiettivi lontani senza dover esporre aerei o truppe alle difese nemiche cambia parecchio le carte in tavola, soprattutto ora che si insiste tanto sul ridurre la dipendenza dai sistemi a stelle e strisce per le operazioni strategiche.
Come funziona il NCM-LCM Mk2 e quando arriverà
Secondo MBDA, il missile deriva in parte dal Naval Cruise Missile già in servizio, ma porta in dote alcune novità importanti. La principale è la possibilità di essere lanciato anche da piattaforme terrestri mobili, cosa che fino a poco fa non era prevista. Il primo sistema terrestre operativo dovrebbe arrivare a partire dal 2029.
Uno degli aspetti più curiosi riguarda la navigazione in ambienti pieni di guerra elettronica, dove i segnali vengono disturbati di continuo. Per restare preciso anche lì, il missile combina più tecnologie insieme. C’è la navigazione inerziale, i riferimenti al terreno, il posizionamento satellitare e infine un sensore a infrarossi che nella fase finale confronta le immagini del bersaglio con i dati salvati a bordo.
Anche la sopravvivenza contro le difese aeree è stata studiata a fondo. Invece di puntare tutto sulla velocità pura, il NCM-LCM Mk2 vola a bassissima quota seguendo il profilo del terreno, così da farsi notare il meno possibile dai radar. MBDA dice di aver lavorato pure sull’elettronica di bordo, sui sistemi anti jamming e sul disegno della parte anteriore, tutto per rendere il missile più difficile da intercettare.
La versione terrestre sfrutta un lanciatore mobile capace di mettersi in posizione in fretta anche su terreni non preparati. In meno di 15 minuti il veicolo riesce a preparare al lancio quattro missili e poi a spostarsi altrove. Non è un dettaglio da poco, perché nei conflitti di oggi droni e sistemi di controbatteria individuano in pochissimo tempo le postazioni fisse, che diventano subito bersagli facili.