Microsoft avrebbe iniziato a ridurre la propria dipendenza dai modelli di intelligenza artificiale di OpenAI e Anthropic, spostando parte del lavoro sui sistemi sviluppati internamente. Non si tratta ancora di un addio netto, ma la direzione sembra chiara e va verso una progressiva autonomia sul fronte dei modelli IA.
Dietro questa scelta ci sarebbe una logica prima di tutto economica. A parlarne in modo diretto è stato Mustafa Suleyman, alla guida della divisione dedicata all’intelligenza artificiale del colosso di Redmond. Le parole riportate sono piuttosto esplicite: pagare tanto ad Anthropic non è più considerato sostenibile sul lungo periodo, e l’obiettivo dichiarato sarebbe quello di azzerare quel costo affidandosi alle tecnologie di casa.
Cosa starebbe cambiando davvero nei sistemi Microsoft
Il punto interessante è che il passaggio non riguarda solo i piani futuri, ma sarebbe già in corso. Secondo quanto emerso, decine di migliaia di richieste ogni settimana verrebbero ora gestite dai modelli interni anziché da quelli forniti dai partner esterni. Numeri che, presi da soli, dicono già molto sulla volontà dell’azienda di camminare con le proprie gambe.
Va ricordato che il legame tra Microsoft e OpenAI è stato per anni uno dei più solidi nel settore. L’azienda ha investito cifre enormi nella creatrice di ChatGPT, integrandone la tecnologia in gran parte dei propri prodotti, da Copilot fino agli strumenti per il lavoro d’ufficio. Vedere ora un progressivo distacco, seppur parziale, racconta bene quanto in fretta stiano cambiando gli equilibri in questo campo.
Il rapporto con Anthropic è più recente ma altrettanto oneroso, almeno stando alle dichiarazioni di Suleyman. La collaborazione con l’azienda dietro Claude aveva senso in una fase in cui serviva accedere rapidamente a tecnologie mature. Ora però la musica pare cambiata, e i costi di questi accordi cominciano a pesare sui conti.
Perché puntare tutto sui modelli propri
La strategia dietro questa mossa non è difficile da leggere. Costruire modelli IA in casa significa non dover più versare somme ingenti a terze parti per ogni singola elaborazione. Su scala globale, con la quantità di richieste che passano ogni giorno dai servizi Microsoft, anche piccole differenze di costo si trasformano in cifre gigantesche nel corso dell’anno. C’è poi un tema di controllo. Avere tecnologie proprie vuol dire poter decidere come e quando aggiornarle, senza dipendere dalle tempistiche o dalle scelte di un fornitore esterno. Per un’azienda che ha fatto dell’intelligenza artificiale uno dei pilastri della propria offerta, la possibilità di gestire tutto internamente rappresenta un vantaggio strategico non da poco.