In questo articolo Indice dei contenuti 1 sezione

Le novità presentate dal nuovo microscopio dual-light
Tradizionalmente, la luce diffusa in avanti consente di monitorare con precisione organelli e strutture cellulari, ma fatica a intercettare oggetti di dimensioni inferiori a cento nanometri. Al contrario, la luce retrodiffusa permette di seguire particelle microscopiche, compresi singoli complessi proteici, ma limita il campo visivo. Impedendo, dunque, una panoramica completa della cellula. Il team guidato da Kohki Horie ha ideato una soluzione che unisce i due approcci, riuscendo a registrare simultaneamente informazioni di grande e piccola scala senza interferenze tra i segnali. La chiave del successo è stata la combinazione di ottimizzazioni hardware e algoritmi avanzati in grado di separare e interpretare con precisione le immagini.
Il nuovo microscopio è stato testato su cellule vive durante le fasi iniziali della morte programmata. Grazie al sistema, è stato possibile osservare contemporaneamente cambiamenti macroscopici negli organelli e movimenti quasi impercettibili di particelle microscopiche. Tale capacità è particolarmente utile perché elimina la necessità di marcatori fluorescenti, evitando alterazioni chimiche o degradazioni dei campioni che spesso limitano gli studi prolungati. La piattaforma consente anche di stimare con precisione la dimensione e l’indice di rifrazione delle particelle, parametri che forniscono indicazioni sul loro stato fisico e sulla composizione, riducendo il ricorso a strumenti aggiuntivi e accelerando le analisi. Tale nuovo approccio apre prospettive ampie per la biologia e la medicina. Combinando visione d’insieme e dettaglio microscopico, gli scienziati possono finalmente creare mappe dinamiche delle cellule più complete.
Fonte: TecnoAndroid








