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Merry the Christmas Witch, il primo film di Natale fatto con l’AI

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Il primo film di Natale realizzato con l’AI ha un titolo che sembra uscito da una fiaba, Merry the Christmas Witch, e porta con sé tutte le domande che l’industria dell’intrattenimento si sta facendo da tempo. Era prevedibile che prima o poi succedesse. Suno sta riempiendo le piattaforme di streaming musicale con brani generati artificialmente, i social traboccano di contenuti sintetici di ogni tipo, il cosiddetto slop, e gli entusiasti della Silicon Valley non potevano che puntare anche al grande schermo.

Il cinema, del resto, ha già cominciato a misurarsi con questa tecnologia. Nel corso del 2026 Darren Aronofsky ha annunciato la serie On This Day… 1776, in India è approdato nelle sale il primo lungometraggio costruito con l’intelligenza artificiale ed Elon Musk si è spinto fino a promettere una nuova versione dell’Odissea realizzata con Grok. Mancava soltanto il genere più tenero e rassicurante di tutti, quello natalizio, che finora sembrava restare ai margini della corsa.

Merry the Christmas Witch, un sogno da 74 milioni ridotto all’osso

Chi immaginava che le pellicole natalizie, con la loro atmosfera magica e spensierata pensata apposta per scaldare i cuori, rimanessero al riparo da questa ondata dovrà cambiare idea. Merry the Christmas Witch è una produzione firmata TW3 Entertainment e nasce da un libro dell’autrice Bobbi Hess. Tom Walsh, alla guida della società, racconta di aver sempre desiderato portare quella storia sullo schermo. L’ostacolo era uno solo ma piuttosto ingombrante, cioè i costi, troppo alti per un progetto del genere. Poi è arrivata l’AI a cambiare le carte in tavola.

Secondo le stime di Walsh, per girare il film che aveva in mente sarebbe servito un budget di circa 74 milioni di euro. Alla fine l’operazione ne è costata appena 1,4 milioni, meno del 2% della cifra iniziale, e il produttore rivendica il risultato con evidente orgoglio. A suo dire la situazione era ormai quasi un vicolo cieco, perché l’industria non si mostra davvero aperta a idee nuove e a storie inedite. Una chiusura che, nella sua visione, rende la vita parecchio complicata ai cineasti indipendenti, costretti a cercare strade alternative per realizzare i propri progetti.

Una squadra umana dietro gli algoritmi

La macchina, però, non ha lavorato da sola. Walsh ha reclutato una cinquantina di professionisti del cinema con il compito di guidare strumenti come Nano Banana, Seedance ed Eleven Labs, indicando di volta in volta quale tipo di contenuto generare. Il dirigente insiste molto su questo aspetto e lo considera centrale. Per lui la qualità di una produzione basata sull’intelligenza artificiale dipende direttamente dalla qualità della squadra di produzione tradizionale che la sostiene. Senza persone competenti a dare indicazioni precise, insomma, il software da solo non basta.

È un punto che il numero uno di TW3 Entertainment sottolinea con decisione, quasi a voler rispondere in anticipo a chi vede in questo film di Natale soltanto un esperimento tecnologico. Il lavoro creativo, nella sua lettura, resta nelle mani di chi conosce il mestiere e sa come si costruisce una storia per il grande pubblico.

Nessun distributore, almeno per ora

Sul destino della pellicola Walsh ammette una certa preoccupazione, anche se si dice contento di aver corso il rischio. La sua tesi è piuttosto lineare. Gli spettatori, secondo lui, non dovrebbero chiedersi se un’opera sia stata fatta da esseri umani oppure no prima ancora di domandarsi se quel film gli piace davvero. Un ragionamento che per il momento non sembra aver fatto breccia tra i distributori, visto che Merry the Christmas Witch non ha ancora trovato un partner disposto a portarlo davanti al pubblico.

Fonte: TecnoAndroid

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