Il mercato smartphone sta scivolando verso quello che, numeri alla mano, rischia di diventare l’anno più nero della sua storia. Dopo due stagioni di crescita, le stime sono state ritoccate di nuovo verso il basso: il calo annuale previsto per il 2026 è passato dal 12,9% di febbraio al 13,9%. Un peggioramento lento ma costante, senza nemmeno l’ombra di un’inversione di rotta all’orizzonte.
Già il primo trimestre del 2026 aveva acceso più di un campanello d’allarme, con una flessione del 6% rispetto allo stesso periodo del 2025. E chi confidava in un recupero nella seconda metà dell’anno farebbe bene a ridimensionare le aspettative. Le cause? Abbastanza chiare, a dire il vero. In testa c’è la carenza di memoria che ha messo in ginocchio l’industria, facendo lievitare i costi dei componenti. Costi che i produttori hanno scaricato sui prezzi finali dei dispositivi, raffreddando ancora di più la voglia di acquistare della gente.
A peggiorare la situazione ci si mette pure la guerra USA Iran, che spinge in alto i prezzi del petrolio a livello globale. Sembra una faccenda lontanissima dai telefonini, eppure tocca da vicino i margini di chiunque costruisca dispositivi, dai colossi alle piccole realtà.
Apple e Samsung tengono la barra dritta
In questo scenario complicato, Apple e Samsung se la passano decisamente meglio della concorrenza. Apple dovrebbe chiudere con un calo delle vendite del 5,2% rispetto ai risultati da record del 2025, restando comunque saldamente al comando. Gli analisti scommettono su una domanda parecchio sostenuta per la gamma iPhone 17, sia nei mercati maturi che in Cina.
Samsung, invece, potrebbe addirittura guadagnare quote di mercato. Merito di una gamma Galaxy S26 considerata più convincente e di una strategia aggressiva nella fascia media. Attenzione però: non vuol dire che le spedizioni dei Galaxy cresceranno rispetto al 2025, ma semplicemente che il loro calo sarà molto più morbido rispetto agli altri produttori Android.
Sul fronte geografico, il Nord America si conferma l’area più resistente, con un calo stimato del 6,3%, ben sotto la media globale del 13,9%. Discorso a parte per Huawei, che continua a stupire con l’espansione veloce della sua piattaforma HarmonyOS: le previsioni per il 2026 sono state alzate da 42 a 62 milioni di unità spedite, un bel salto che racconta la crescita del marchio cinese in casa propria. A livello mondiale, però, HarmonyOS resta ancora lontanissimo da Android e iOS.
L’unico comparto che fa sorridere gli analisti è quello dei pieghevoli, atteso in crescita di circa il 20%. Spinta dai nuovi modelli dei produttori già presenti e, soprattutto, dal debutto di iPhone Ultra, il primo smartphone pieghevole firmato Apple. Qui però conviene non lasciarsi prendere troppo dall’entusiasmo: la data di lancio di iPhone Ultra non è ancora confermata e non è detto che arrivi sul mercato entro fine anno. Anche nel migliore dei casi, i pieghevoli restano una nicchia rispetto ai volumi complessivi. Una vera ripresa del settore, nel 2027 o nel 2028, passerà per forza dalla stabilizzazione dei prezzi dei dispositivi tradizionali.