C’è una pellicola da 200 milioni di dollari che molti considerano tra le migliori dell’anno e che invece, ai botteghini, si è rivelata un disastro. Parliamo di Masters of the Universe (2026), il nuovo capitolo della saga arrivato nelle sale all’inizio di giugno. Dopo sette anni di lavorazione e un budget enorme, circa 180 milioni di euro, il film sta diventando uno dei flop al botteghino più clamorosi di questa stagione.
Il 2026 si annunciava come un anno promettente per l’industria cinematografica. In cima alla classifica degli incassi mondiali resta Super Mario Galaxy. La pellicola, l’unica per ora ad aver superato la soglia del miliardo di dollari, con Michael che sta per raggiungerlo a sua volta. Ma diversi titoli usciti nella seconda metà dell’anno hanno già il posto assicurato nella top 10, da Toy Story 5 ai nuovi capitoli di Vendicatori e Dune attesi nel rush finale. Non tutti i successi però sono prevedibili e, come ogni anno, arrivano anche le sorprese. Non tutte piacevoli.
Un budget enorme e una nostalgia che non basta
Diretto da Travis Knight, lo stesso di Bumblebee, e interpretato da Nicholas Galitzine, Camila Mendes e Alison Brie tra gli altri, Masters of the Universe era arrivato in sala come una vera esplosione di nostalgia. Due settimane dopo il debutto, però, quella nostalgia non sembra sufficiente a coprire i costi. L’attesa era più che giustificata, visto che il precedente film in live action risaliva al 1987, con Dolph Lundgren nei panni del protagonista, e si era rivelato un fiasco totale.
Dopo aver tenuto in vita il franchise grazie a varie serie animate, sembrava che questa potesse essere finalmente la pellicola che la generazione dei millennial meritava per togliersi quel sassolino dalla scarpa. E in molti l’hanno accolta a braccia aperte. Le critiche della stampa specializzata sono state contrastanti, ma l’86% la promuove secondo il portale Rotten Tomatoes, e tanti fan la considerano tra i migliori film fantasy che il 2026 ci regalerà.
“In un contesto dominato da saghe ripetitive e proposte calcolate, questa versione arriva come un adattamento coraggioso, sincero e che ha ripagato la lunga attesa”, scrive Tomás Andrés nella sua recensione da 5 stelle per SensaCine.
Eppure i numeri raccontano un’altra storia. Nei suoi tre weekend in sala dall’uscita, il film ha incassato a livello mondiale solo 101,9 milioni di dollari, ovvero circa 94 milioni di euro. Una cifra ben lontana dal budget di 200 milioni di dollari, intorno ai 185 milioni di euro, che la colloca distante dalla possibilità di rientrare nei costi.