Alzando gli occhi al cielo questo fine settimana ci sarà un appuntamento da non perdere, perché Marte incontra le Pleiadi, quel piccolo gruppetto di stelle che molti conoscono anche con il nome di Sette Sorelle. E proprio qui nasce la domanda che chiunque, prima o poi, si è trovato a porsi guardando bene quel grappolo luminoso: se le sorelle dovrebbero essere sette, perché a occhio nudo se ne contano soltanto sei?
Marte e le Pleiadi: un incontro celeste che vale la pena cercare
L’avvicinamento tra Marte e le Pleiadi è uno di quei fenomeni che rendono speciale una serata passata col naso all’insù. Niente strumenti complicati, niente preparativi particolari. Basta trovare un cielo abbastanza buio e lasciare che gli occhi si abituino all’oscurità. Le Sette Sorelle sono un ammasso stellare tra i più riconoscibili dell’intera volta celeste, e la presenza del pianeta rosso lì accanto crea uno spettacolo che colpisce anche chi di solito non si ferma mai a guardare le stelle.
Quel piccolo addensamento di puntini luminosi ha accompagnato l’umanità da tempi remoti. Si racconta che la storia legata alle Pleiadi possa essere addirittura una delle più antiche mai tramandate, una di quelle vicende passate di bocca in bocca per generazioni e generazioni, ben prima che esistesse la scrittura.
Il mistero della sorella mancante
Ed eccoci al punto che incuriosisce davvero. Il nome Sette Sorelle lascia intendere sette stelle, ma chiunque osservi con attenzione finisce per contarne sei. Una discrepanza che ha attraversato i secoli e che si ritrova, sorprendentemente, in racconti provenienti da culture diverse e lontane tra loro, sparse in vari angoli del pianeta.
In molte di queste tradizioni si parla proprio di una sorella perduta, una stella che un tempo brillava insieme alle altre e che poi, per qualche ragione, è scomparsa dalla vista. Il fatto che storie tanto simili siano nate in luoghi separati da enormi distanze ha fatto pensare che ci sia qualcosa di reale dietro questa memoria condivisa, qualcosa che gli esseri umani avrebbero osservato e poi conservato nel racconto.
L’idea suggestiva è che migliaia di anni fa una delle stelle delle Pleiadi fosse effettivamente più visibile di oggi, abbastanza da essere contata insieme alle compagne. Col passare del tempo la sua posizione o la sua luminosità sarebbe cambiata, fino a renderla difficile da distinguere a occhio nudo. Se così fosse, quei racconti tramandati per millenni custodirebbero il ricordo di un cielo leggermente diverso da quello che possiamo ammirare adesso.
Per godersi al meglio l’incontro tra Marte e le Pleiadi conviene scegliere una serata limpida e allontanarsi quanto possibile dalle luci della città. Una volta individuato l’ammasso, provate a contare le stelle e a chiedervi anche voi dove sia finita quella settima compagna che dà il nome al gruppo ma che, da chissà quanto tempo, sembra essersi nascosta tra le pieghe del cielo.