L’ossigeno che oggi respiriamo senza nemmeno pensarci, quello che ci tiene in vita ogni singolo istante, in passato fu tutt’altro che amico. Anzi: miliardi di anni fa rappresentava una vera e propria minaccia, una sostanza talmente tossica da spazzare via quasi tutta la vita presente sul pianeta. Una specie di paradosso, se ci si ferma a rifletterci. Ciò che oggi consideriamo indispensabile, un tempo è stato un veleno.
Quando l’ossigeno era nemico della vita
Per capire la portata della cosa bisogna fare un salto indietro nel tempo davvero enorme. La Terra primordiale era un mondo profondamente diverso da quello che conosciamo. L’atmosfera aveva una composizione differente e gli organismi viventi, in larga parte microscopici, si erano adattati a vivere in un ambiente privo di questo gas. Per loro l’ossigeno non era una risorsa, ma una sostanza altamente tossica, capace di danneggiare le strutture cellulari e mettere a repentaglio la sopravvivenza.
Quando la quantità di ossigeno cominciò ad aumentare nell’atmosfera, il risultato fu drammatico. Quella che oggi viene definita un’estinzione di massa colpì la stragrande maggioranza delle forme di vita che popolavano il pianeta in quel periodo. Organismi che avevano prosperato per milioni di anni si trovarono improvvisamente a fare i conti con un ambiente diventato letale. Non riuscirono ad adattarsi e scomparvero.
Dal veleno alla nascita della vita complessa
Eppure, da quella che a tutti gli effetti fu una catastrofe, nacque qualcosa di straordinario. Perché se da un lato l’aumento dell’ossigeno cancellò gran parte degli organismi esistenti, dall’altro aprì la strada a una svolta evolutiva senza precedenti. Le forme di vita che riuscirono a tollerare e poi a sfruttare questo gas trovarono un vantaggio enorme.
L’ossigeno, infatti, permette di ricavare molta più energia dai processi metabolici rispetto ad altri meccanismi. E questa abbondanza di energia fu il carburante che rese possibile lo sviluppo di organismi sempre più articolati. È proprio grazie a questo passaggio che, col tempo, sono comparse le forme di vita complesse: cellule più sofisticate, organismi pluricellulari e, lungo una catena evolutiva lunghissima, tutto ciò che oggi popola il pianeta, esseri umani compresi.
In altre parole, l’evento che sterminò quasi tutto fu anche quello che permise alla vita di compiere il salto verso la complessità. Senza quella evoluzione legata all’ossigeno, probabilmente la Terra sarebbe rimasta un mondo dominato da microrganismi semplici, senza piante, senza animali, senza nulla di ciò che diamo per scontato.
Fa quasi impressione pensarci. Ogni respiro che facciamo è reso possibile da una molecola che, in un’epoca remotissima, ha rappresentato una condanna a morte per la maggior parte degli esseri viventi. La stessa sostanza che oggi è sinonimo di vita ha avuto un ruolo da protagonista in una delle pagine più cupe della storia del nostro pianeta.
Il rapporto tra gli esseri viventi e l’ambiente che li circonda raramente è lineare. Quello che in un momento sembra una minaccia insormontabile può trasformarsi, col passare del tempo e attraverso meccanismi imprevedibili, in un’opportunità che cambia per sempre il corso delle cose. E la vita sulla Terra, in questo senso, ha dimostrato una capacità di adattamento davvero notevole, sfruttando persino ciò che inizialmente la stava distruggendo.