I licenziamenti Microsoft hanno riacceso un dibattito che va ben oltre i numeri sulla busta paga. Con 4.800 posti di lavoro tagliati in tutta l’azienda, di cui ben 3.200 concentrati proprio dentro la divisione Xbox, la domanda che circola tra gli addetti ai lavori è una sola. Come si è arrivati fin qui? E secondo un analista del settore la colpa avrebbe un nome e un cognome ben precisi, quelli del CEO Satya Nadella.
Una gestione definita catastrofica
A puntare il dito è Ed Zitron, autore specializzato in temi tecnologici e amministratore delegato di EZ Primary Research. Le sue parole non lasciano molto spazio all’interpretazione. Zitron parla apertamente di una gestione disastrosa, tirando in ballo sia Nadella sia le scommesse dell’azienda sull’intelligenza artificiale.
“Una gestione catastrofica da parte di un’azienda guidata da un imbecille da sub McKinsey, che assume altri incapaci per spostare denaro e nascondere quanto siano disastrose le sue scommesse sull’intelligenza artificiale. Microsoft è una vergogna per l’industria del software”, ha dichiarato. Toni durissimi, che riflettono una posizione ormai consolidata di chi da tempo osserva con scetticismo il modo in cui i grandi colossi tech stanno rincorrendo l’IA. Zitron non è nuovo a critiche di questo tipo. Di recente era intervenuto anche in televisione, su CNBC, per smontare quella che considera una narrazione gonfiata. “Una delle più grandi bugie della bolla dell’IA è che Microsoft, Google, Amazon e Meta stanno crescendo grazie all’intelligenza artificiale”, ha spiegato. Il ragionamento prosegue senza sconti. Secondo lui queste aziende stanno usando la crescita delle loro altre attività per mascherare i rendimenti modesti che arrivano dall’IA, oltre allo spreco enorme degli investimenti in conto capitale, ormai oltre i mille miliardi.
Cosa dice Microsoft e come reagiscono gli investitori
Il punto centrale del ragionamento di Zitron è che i drastici tagli in Xbox sarebbero in qualche modo collegati proprio alle scommesse dell’azienda sull’intelligenza artificiale. Microsoft, va ricordato, ci ha investito cifre imponenti, e la lettura dell’analista sembra collegare i due elementi in maniera piuttosto diretta.
Dal canto suo, l’azienda ha offerto una spiegazione diversa. Nella dichiarazione ufficiale diffusa in merito ai licenziamenti, Microsoft ha parlato di un mondo che sta cambiando e della necessità di adattarsi. C’è però un passaggio interessante. L’azienda ha respinto l’idea che i ruoli eliminati vengano rimpiazzati dall’IA, pur ammettendo che “l’IA sta cambiando il modo in cui viene svolto il lavoro”. Una distinzione sottile, ma che vale la pena sottolineare.
Di solito i mercati apprezzano chi taglia i costi, ma stavolta la reazione racconta un’altra storia. Il titolo Microsoft è in calo, e non si tratta di un episodio isolato. Guardando all’andamento di più ampio respiro, le azioni risultano in ribasso del 18% dall’inizio dell’anno e del 22% nell’arco degli ultimi dodici mesi. Numeri che pesano, soprattutto per un’azienda che sull’intelligenza artificiale ha costruito buona parte della sua narrazione recente.