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Lexus RX, cosa significa davvero la sigla sul portellone

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Chi guida una Lexus RX da anni potrebbe non aver mai scoperto cosa si nasconde dietro quelle due lettere sul portellone. Eppure il significato è ufficiale e piuttosto semplice. Secondo la casa giapponese la sigla sta per Radiant Crossover, un nome scelto alle soglie del nuovo millennio e rimasto invariato fino a oggi.

I modelli Lexus circolano sulle strade da quasi quarant’anni, compresa la storica ammiraglia LS che ha ricevuto da poco un aggiornamento. Nonostante questo, tanti appassionati di auto e perfino diversi proprietari continuano a ignorare il senso preciso delle sigle a due lettere usate per la gamma, spesso seguite da una serie di numeri. Il caso più interessante riguarda proprio il modello più venduto al mondo del marchio. La RX occupa il segmento dei SUV di medie dimensioni ed è attesa con un restyling previsto per il 2028.

La prima generazione è arrivata nel 1998, poi sono seguiti i rinnovamenti del 2004, del 2010, del 2016 e del 2023. La parola radiant era stata scelta dall’azienda per rappresentare un futuro nuovo e luminoso, in linea con l’atmosfera di fine secolo, e da allora nessuno l’ha più toccata. La X di Crossover invece si spiega quasi da sola e indica la collocazione del modello sul mercato, a metà strada tra le berline di lusso e i fuoristrada veri e propri.

Numeri che non raccontano tutta la storia

Come accade con altri marchi premium, il numero a tre cifre accanto alle lettere dovrebbe dare un indizio su cosa c’è sotto il cofano. Nell’attuale generazione della Lexus RX, messa a punto anche al Nürburgring, quei numeri però non corrispondono più alla cilindrata. La prima RX 300 montava un V6 da 3.0 litri, mentre l’odierna RX 350 utilizza un quattro cilindri turbo da 2.5 litri. Accanto alla versione con motore termico tradizionale trovano posto la ibrida RX 350h e la ibrida plug in RX 450h+, entrambe spinte da un quattro cilindri elettrificato sempre da 2.5 litri.

Discorso simile per la variante di punta, la RX 500h F Sport Performance. Il nome potrebbe far pensare al vecchio V8 da 5.0 litri ormai uscito di produzione, ma in realtà sotto il cofano lavora un’unità ibrida turbo da 2.4 litri con una potenza complessiva di 366 CV. Alcune recenti foto spia lasciano intendere che Lexus stia sviluppando anche una versione GR del crossover, che potrebbe sfoggiare il badge Morizo RR con la benedizione di Gazoo Racing. Oltre a un assetto più basso e carreggiate più larghe, questo SUV sportivo dovrebbe arrivare fino a 600 CV grazie a un sistema ibrido composto da un nuovo motore da 2.0 litri e da due motori elettrici.

La logica dietro il resto della gamma

La denominazione Radiant Crossover fa parte di uno schema coerente che attraversa tutto il listino del costruttore nipponico. Ogni sigla ha un significato preciso, alcune decisamente più accattivanti di altre. La compatta LBX, che non viene venduta negli Stati Uniti, sta per Lexus Breakthrough Crossover. Salendo di categoria si incontrano la UX, ovvero Urban Crossover, la NX che significa Nimble Crossover e la TX, abbreviazione di Touring Crossover. La RZ completamente elettrica ricalca invece la RX, visto che il suo nome vuol dire Radiant Zero e richiama le emissioni nulle.

Per i modelli più robusti con telaio a longheroni, la GX indica Grand Crossover e l’ammiraglia LX sta per Luxury Crossover. Lo stesso ragionamento vale per le berline, con la IS che significa Intelligent Sport, la ES che si traduce in Executive Sedan e la LS che corrisponde a Luxury Sedan. Al vertice dell’offerta compaiono anche la granturismo LC, cioè Luxury Coupe, e la monovolume LM, ovvero Luxury Mover. Le varianti F e F Sport fanno infine riferimento al Fuji Speedway in Giappone, il circuito dove i collaudatori più esperti di Lexus affinano il comportamento dinamico di ogni modello.

Fonte: TecnoAndroid

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