Le lenti a contatto stampate in 3D potrebbero presto cambiare la vita di chi ha una cornea dalla forma irregolare, e la promessa è di quelle che fanno drizzare le antenne: un paio di lenti su misura pronto in meno di venti minuti, in un’unica visita dall’oculista. Niente più settimane di prove ed errori. Chi porta lenti rigide per miopia grave, ipermetropia o astigmatismo sa bene quanto sia frustrante trovare la calzata giusta, e questa novità potrebbe spazzare via quel calvario.
A metterci lo zampino sono i ricercatori del Dipartimento di Chimica dell’Università di Waterloo, in Ontario, Canada. Il loro sistema usa un software personalizzato che mappa in digitale la cornea di ogni paziente, cioè quello strato esterno trasparente e a forma di cupola che copre la parte davanti dell’occhio. Invece di affidarsi a lenti già fabbricate in misure fisse, la piattaforma crea lenti pensate su misura, che si adattano perfettamente alla forma e alle dimensioni della cornea. E la produzione è talmente rapida che una clinica potrebbe progettare, stampare e consegnare tutto nello stesso appuntamento.
Come funziona il sistema di stampa lenti in 3D
Qui c’è un dettaglio tecnico che merita attenzione. Le lenti a contatto si fanno di solito con il silicone, ma quel materiale con una stampante 3D non ci lavora. Così il team di Waterloo ha messo a punto una formulazione di silicone idrofila, cioè che ama l’acqua, compatibile con una stampante 3D di tipo DLP e senza sacrificare né la sicurezza né il passaggio dell’ossigeno. Un particolare non da poco, visto che l’ossigeno che arriva all’occhio è fondamentale per la salute della cornea.
Secondo un articolo pubblicato dallo stesso gruppo a giugno, la geometria della lente viene generata da algoritmi che poi producono delle mappe di spessore per la stampa. Come ha spiegato Sayan Ganguly, ricercatore in chimica all’Università di Waterloo, il software disegna una lente con una superficie interna che combacia esattamente con la cornea del paziente e una superficie esterna che fornisce la correzione visiva richiesta. Il risultato sono lenti personalizzate basate sulla prescrizione specifica di ciascuno.
C’è però un ostacolo tipico della stampa 3D, che costruisce gli oggetti strato dopo strato. Su una superficie curva come quella di una lente questo può creare imperfezioni, con fastidio e minore nitidezza. I ricercatori hanno aggirato il problema progettando un rivestimento sottile che leviga le imperfezioni mantenendo forma e chiarezza. Shirley Tang, tra i responsabili dello studio, ha spiegato che l’obiettivo è che le lenti stampate rendano quanto quelle commerciali attuali, in fatto di levigatezza per evitare abrasioni, stabilità durante pulizia e conservazione, e permeabilità all’ossigeno.
Chi ne trarrà i maggiori benefici
Questa tecnologia produce solo lenti a contatto rigide, che secondo Tang sono in genere l’opzione migliore per chi non riesce a correggere la vista con quelle morbide. Parliamo di persone con corneе irregolari, ad esempio a causa del cheratocono, con astigmatismo alto o irregolare, cicatrici corneali oppure complicazioni dopo un intervento chirurgico agli occhi. Dato che queste condizioni cambiano moltissimo da persona a persona, le lenti rigide vanno adattate individualmente da un optometrista qualificato per garantire vista, comfort e salute dell’occhio.
Nei test di laboratorio con cellule epiteliali corneali umane, il team ha confermato che le lenti stampate in 3D sono sicure da usare senza provocare danni, ma prima di arrivare sul mercato serviranno altri studi. L’aspetto forse più interessante riguarda il portafoglio. Tang ritiene che questa tecnologia renderà le lenti rigide su misura più accessibili. Oggi quelle commerciali costano tra i 460 e i 1.380 euro circa, comprensivi di adattamento professionale, appuntamenti di controllo e le lenti stesse. L’idea del gruppo di Waterloo è proprio quella di democratizzare l’accesso a queste lenti, tagliando i costi e semplificando tutto il processo di adattamento.