I prezzi della memoria alti rischiano di diventare la normalità, e secondo Lenovo non torneranno più ai livelli che conoscevamo fino a poco tempo fa. È un avvertimento che pesa, perché non riguarda solo chi compra moduli RAM o SSD da montare nel proprio PC, ma in pratica chiunque acquisti un dispositivo elettronico nei prossimi anni. La parola d’ordine, a quanto pare, è una sola: prepararsi a spendere di più, almeno fino al 2030 e oltre.
Lenovo: una situazione che peggiora di giorno in giorno
La carenza di memorie si sta aggravando con il passare delle settimane, e i grandi nomi del settore non hanno fatto mistero di cosa aspettarsi. Il divario tra domanda e offerta continua ad allargarsi, e le aziende lo dicono senza troppi giri di parole. Micron ha ammesso che la situazione è fuori dal proprio controllo, al punto da non riuscire a soddisfare le richieste nemmeno dei clienti strategici e di alto livello. Samsung e SK Hynix hanno usato toni simili.
Il paradosso è evidente. Questi colossi stanno macinando profitti enormi grazie al boom dell’intelligenza artificiale, eppure proprio questa fame di componenti rende impossibile riportare i listini sotto controllo. Finché la corsa all’IA non rallenterà, i prezzi elevati della DRAM e della NAND resteranno una compagnia fissa.
Durante l’evento ISC 2026, Lenovo ha mostrato una slide piuttosto eloquente, con la traiettoria attuale dei prezzi di DRAM e NAND. È risaputo ormai che i listini hanno iniziato a impazzire verso la fine del terzo trimestre e l’inizio del quarto del 2025. Oggi si trovano a livelli che nessuno avrebbe mai immaginato, e il trend non accenna a fermarsi.
Niente più PC, console e smartphone a basso costo
Secondo Lenovo, anche con l’arrivo di nuove capacità produttive e la costruzione di diversi stabilimenti per colmare il buco tra domanda e offerta, l’impatto sarà minimo. I prezzi della memoria difficilmente torneranno ai valori originari, o anche solo a quelli registrati all’inizio del 2025. Il commento di Lenovo, va detto, voleva essere mezzo scherzoso, ma il relatore non ha esitato ad aggiungere che i prezzi più alti diventeranno la nuova normalità verso il 2030 e oltre.
Per i consumatori comuni il messaggio è tutt’altro che rassicurante. Significa che non solo i moduli di memoria e gli SSD costeranno di più, ma anche tutti i prodotti che li integrano. PC, console, telefoni e qualsiasi altro dispositivo che faccia uso di memoria e archiviazione finirà per portare con sé un cartellino più salato. I tempi dei dispositivi economici, a questo punto, sembrano archiviati.
Al momento SK Hynix dovrebbe ampliare i propri impianti anticipando la sua roadmap originaria, prevista oltre il 2040, portandola oltre il 2030. L’obiettivo è triplicare la produzione di memorie entro quel periodo. Ma come per Micron, solo il tempo dirà se la domanda calerà oppure se quella capacità basterà a coprire entrambe le esigenze. Per ora, lo scenario per il consumatore medio resta davvero pessimo.