La console Lenovo G02 non arriverà più nelle mani degli appassionati, almeno non in questa forma. Dopo settimane di polemiche piuttosto accese, il colosso cinese ha deciso di fermare del tutto la distribuzione del suo dispositivo portatile pensato per l’emulazione, un prodotto che aveva sollevato più di qualche sopracciglio per un motivo abbastanza evidente. Insieme all’hardware, infatti, arrivava una raccolta corposa di ROM protette da copyright, già bell’e installate sulla memoria.
Tra i giochi preinstallati spuntavano titoli appartenenti a nomi grossi del settore, come Nintendo e Sega. E qui è nato il problema. Vendere un dispositivo con software pirata a bordo non è esattamente una zona grigia, e la cosa ha attirato in fretta l’attenzione della stampa di settore e di quella comunità di appassionati di retrogaming che di solito non si lascia sfuggire questo genere di scivoloni.
Le giustificazioni iniziali e i tentativi di allontanarsi dalla vicenda
All’inizio la reazione di Lenovo era stata piuttosto tiepida. L’azienda aveva provato a ridimensionare la faccenda spiegando che la G02 era pensata soprattutto per il mercato cinese, e che quindi, nel contesto della distribuzione locale, non c’era granché di cui preoccuparsi. Un modo elegante per dire che il prodotto non era destinato a girare troppo fuori dai confini.
C’era poi un altro dettaglio tirato in ballo per difendersi. La console veniva descritta come un dispositivo white label, cioè costruito da un produttore terzo e poi rivenduto legalmente con il marchio Lenovo. In pratica l’azienda metteva solo il nome sopra un prodotto realizzato da qualcun altro. Una spiegazione che tecnicamente regge, ma che non ha convinto più di tanto chi seguiva la storia da vicino.
Nel tentativo di prendere le distanze dal pasticcio, la società avrebbe poi iniziato a distribuire lo stesso dispositivo sotto un altro marchio collegato al gruppo. Una mossa che sulla carta poteva servire a spegnere le critiche, ma che nei fatti non è bastata. Le polemiche hanno continuato ad accumularsi.
Il ritiro completo dai marketplace
A quel punto la decisione è arrivata netta. La Lenovo G02 è stata tolta completamente dal mercato, sparendo dalle piattaforme AliExpress e Alibaba, che fino a poco tempo prima ne permettevano anche la spedizione internazionale. Insomma, chiunque nel mondo poteva ordinarla e riceverla a casa, con tutto il suo carico di problemi legati alla proprietà intellettuale.
Il verdetto raccontato da chi segue il mondo del retrogaming è stato asciutto. La forte attenzione ricevuta dalla vicenda e le tante domande arrivate a Lenovo avrebbero spinto l’azienda a rimuovere ufficialmente la console da tutti i marketplace su cui era stata inizialmente proposta, AliExpress e Alibaba compresi. La conclusione è stata sintetizzata in modo secco, con la frase secondo cui la G02 sarebbe ormai da considerare ufficialmente morta.
Per ora Lenovo non ha aggiunto altro. Nessun comunicato ufficiale sul destino del dispositivo, nessuna indicazione su un eventuale ritorno sugli scaffali in una versione ripulita, magari senza tutti quei contenuti finiti nel mirino. Il silenzio, almeno per il momento, resta la risposta più chiara che l’azienda ha scelto di dare.