Il ritorno della Lancia Delta sembrava una promessa scolpita nella pietra, eppure oggi appare tutt’altro che sicuro. La nuova roadmap di Stellantis ha semplicemente ignorato il modello che per anni è stato dato per certo, lasciando i fan con più dubbi che risposte. Il marchio torinese ha da poco diffuso le prime immagini ufficiali della nuova Gamma, un crossover fastback premium disponibile sia in versione completamente elettrica sia ibrida. L’ammiraglia arriverà sulle strade entro la fine di quest’anno e andrà ad affiancare la piccola Ypsilon, ma della Delta, per ora, nessuna traccia concreta.
Facciamo un passo indietro. Nel 2021 l’allora amministratore delegato di Lancia, Luca Napolitano, aveva promesso il ritorno della Delta in versione totalmente elettrica, definendola addirittura un manifesto di progresso e tecnologia. Sulla carta il debutto era fissato per il 2028, dopo Ypsilon e Gamma. Poi qualcosa è cambiato. Una recente presentazione in Europa racconta una storia diversa, e non delle più incoraggianti per chi sperava di rivedere quel nome leggendario.
Cosa dice davvero la roadmap di Stellantis
Una slide del colosso automobilistico, dedicata ai futuri modelli dei vari brand, ha mostrato un vuoto piuttosto evidente sotto la voce Lancia. La Gamma risulta essere l’unico debutto nuovo o aggiornato del marchio prima del 2030. Della Delta, insomma, nemmeno l’ombra. Roberta Zerbi, arrivata alla guida di Lancia a novembre 2025, non ha mai parlato del progetto Delta, indirizzando le energie del marchio verso Ypsilon e Gamma. Due assenze così allineate raramente sono frutto del caso.
La scomparsa improvvisa di un nome tanto iconico dai piani futuri potrebbe legarsi ai cambiamenti strutturali dentro Stellantis. Il gruppo sta riorganizzando il suo vasto portafoglio di marchi con l’obiettivo di ottimizzare capitali e razionalizzare le risorse. In questo riassetto, Lancia ora risponde a Fiat, mentre il marchio gemello DS Automobiles è finito sotto Citroen. Un passaggio che ridefinisce entrambi come Specialty Brands, e non più come realtà pienamente indipendenti. Il prezzo probabile di questo ridimensionamento è un accesso più ristretto ai fondi per la ricerca e lo sviluppo, con i capitali liberati che vanno a nutrire altri brand del gruppo.
Il vantaggio finisce ad Alfa Romeo
Proprio mentre Lancia sembra aver messo da parte o rinviato il ritorno della Delta, un marchio della stessa famiglia ha confermato lo sviluppo di una compatta premium pensata per lo stesso tipo di cliente. Alfa Romeo sta costruendo l’erede spirituale della 147 e della Giulietta. La nuova hatchback poggerà sull’architettura STLA One e arriverà con motorizzazioni sia completamente elettriche sia ibride. Sembra quasi che Stellantis abbia preso un pezzo di Lancia per cucirlo addosso ad Alfa Romeo.
Se la Delta viene davvero accantonata, si chiude un altro capitolo per un nome dalla storia fatta di alti e bassi. Lancia ha costruito tre generazioni della vettura e poi ha voltato le spalle senza preparare un’erede, il che la dice lunga su come il marchio abbia trattato i propri gioielli nel tempo. Il viaggio è iniziato nel 1979 con l’originale disegnata da Giugiaro, rimasta in produzione fino al 1994. In quegli anni la Delta è entrata nella leggenda dei rally, conquistando sei titoli costruttori mondiali consecutivi tra il 1987 e il 1992. Le versioni stradali HF Integrale hanno fissato lo standard per le hot hatch e oggi sono ambitissime dai collezionisti, con prezzi altrettanto elevati.
La seconda generazione, firmata dall’Istituto I.DE.A su pianale Fiat Tipo, ebbe vita molto più breve, dal 1993 al 1999. Dopo una lunga pausa, la Delta tornò nel 2008 condividendo il DNA con Fiat Bravo e Alfa Romeo Giulietta, barattando la vocazione racing con il comfort premium. L’ultimo esemplare uscì di fabbrica nel 2014, lasciando Lancia con un solo modello a listino. Le speranze per una quarta generazione si erano riaccese nel 2021, ma l’ultimo annuncio lascia gli appassionati al buio.