C’è un vecchio post di Hideo Kojima che in questi giorni sta rimbalzando ovunque, e il motivo è semplice: parlava del rischio legato al digitale molto prima che la questione diventasse concreta. Adesso che Sony ha comunicato lo stop al supporto per i giochi su disco, in tanti si sono ricordati di quelle parole e hanno cominciato a chiedersi se il creatore di Metal Gear non avesse davvero visto arrivare tutto questo con largo anticipo.
Non è la prima volta che al game designer viene attribuito una specie di sesto senso. Da anni gira la battuta secondo cui Kojima avrebbe in qualche modo anticipato la pandemia con Death Stranding, il suo titolo costruito attorno all’idea di connessioni fragili e distanze da colmare. Una coincidenza suggestiva, certo, ma sufficiente a costruirgli attorno la fama di visionario. E ogni volta che accade qualcosa nel mondo dei videogiochi o nella società, spunta immancabilmente qualcuno pronto a ripescare una sua vecchia dichiarazione.
L’addio di Sony al fisico e il post riemerso
Il nuovo capitolo di questa storia arriva dritto dalla decisione di Sony. Con l’annuncio della fine del supporto ai giochi in formato fisico per PlayStation, la discussione sul futuro del digitale si è riaccesa di colpo. Non si tratta di una novità totale, perché la spinta verso il download e lo streaming va avanti da tempo, ma vederla ufficializzata da uno dei nomi più importanti del settore ha un peso diverso.
Ed è qui che entra in gioco il vecchio intervento del papà di Metal Gear Solid. In quel messaggio Kojima aveva messo in guardia proprio sui rischi di un modello tutto digitale, sollevando dubbi che oggi molti giocatori riconoscono come attualissimi. La possibilità di perdere l’accesso ai titoli acquistati, la dipendenza da server che prima o poi vengono spenti, la sensazione di non possedere davvero ciò per cui si è pagato. Temi che allora sembravano lontani e che ora, con la mossa di Sony, appaiono decisamente più vicini.
La community ha reagito nel modo prevedibile. C’è chi celebra la lucidità di Kojima come l’ennesima prova del suo intuito fuori dal comune, e chi invece ridimensiona il tutto, ricordando che parlare dei limiti del digitale non richiedeva chissà quale dote profetica. In fondo erano preoccupazioni condivise da parecchi addetti ai lavori, anche se poche voci avevano il peso mediatico del creatore di Death Stranding.