La funzione Privacy Display, che quest’anno ha fatto il suo debutto con Galaxy S26 Ultra, potrebbe presto uscire dai confini del modello top di gamma e diventare una dotazione standard per tutta la famiglia Galaxy S27. È quanto emerge da una nuova indiscrezione, secondo cui Samsung avrebbe intenzione di portare questa tecnologia su ogni smartphone flagship in arrivo il prossimo anno. C’è però chi storce il naso, perché la mossa non convince proprio tutti.
Il funzionamento è piuttosto semplice da capire. Privacy Display serve a impedire a chi si trova di fianco di sbirciare lo schermo, una sorta di filtro che restringe l’angolo di visione e tiene lontani gli occhi indiscreti. Un’idea utile, soprattutto in metropolitana o in ufficio, dove capita spesso di ritrovarsi vicini di posto un po’ troppo curiosi. Fin dal suo esordio, però, la tecnologia ha mostrato qualche crepa che Samsung dovrà sistemare prima di allargarla al resto della lineup.
Quattro modelli con la stessa tecnologia, ma restano i dubbi
Stando alle informazioni circolate, Samsung porterebbe Privacy Display su tutti e quattro i modelli della prossima serie, dal Galaxy S27 base fino alla versione Ultra. La logica sembra chiara. Con Galaxy S26 l’azienda avrebbe voluto tastare il terreno, capire come veniva accolta questa novità dal pubblico, per poi trasformarla in uno standard sull’intera gamma flagship successiva. Una strategia prudente, insomma, che parte da un solo modello per poi allargarsi una volta raccolti i primi riscontri.
Per una fetta di utenti è una notizia da accogliere con favore. Chi desiderava questa funzione senza però dover per forza mettere mano al portafoglio per il modello Ultra, adesso potrebbe averla anche sui dispositivi meno costosi della serie. Il problema è che Privacy Display non è affatto priva di difetti. Diversi possessori di Galaxy S26 Ultra hanno segnalato affaticamento visivo e un fastidio agli occhi non trascurabile, il classico effetto collaterale di una tecnologia che agisce direttamente sul modo in cui la luce esce dallo schermo.
Cosa succede con la luminosità del display?
E non finisce qui. La stessa Samsung avrebbe riconosciuto alcune stranezze legate alla luminosità del display, che in certe angolazioni cambierebbe in modo evidente. Il dettaglio curioso è che questo comportamento si presenterebbe anche con Privacy Display disattivata, quindi non solo quando la funzione è in uso. Un aspetto che, se confermato, meriterebbe qualche aggiustamento prima di finire su milioni di dispositivi.
C’è comunque margine perché le cose migliorino. È plausibile che l’azienda coreana stia già lavorando dietro le quinte per limare questi problemi, così da presentare una versione più raffinata della tecnologia quando arriverà il momento di equipaggiare l’intera serie Galaxy S27. Del resto, una funzione pensata per la privacy che finisce per stancare la vista o alterare la qualità visiva rischia di trasformarsi da vantaggio a fastidio, e su un prodotto di fascia alta un passo falso del genere si nota subito.
Per ora si tratta di indiscrezioni, con tutte le cautele del caso. Fino a un annuncio ufficiale niente è scolpito nella pietra, ma il quadro che si delinea parla di una Samsung intenzionata a rendere Privacy Display un tratto distintivo dell’intera famiglia flagship, ammesso che riesca prima a mettere a posto i dettagli che oggi fanno discutere.