C’è una creatura che sta diventando protagonista di un filone di ricerca piuttosto insolito, ed è lo scarafaggio cyborg messo a punto da un gruppo di ricercatori della Nanyang Technological University di Singapore. Non parliamo di fantascienza. Questo robot ibrido è un insetto vero, potenziato con telecamere a infrarossi e capace di rimanere sott’acqua per ore, il tutto alimentato da quella che possiamo chiamare una batteria biologica. Basta dargli da mangiare ogni tanto e il gioco è fatto, perché lo scarafaggio mangia letteralmente di tutto e regge la fame per settimane senza battere ciglio.
La resistenza di questi insetti è la vera carta vincente. Uno scarafaggio sopravvive tranquillamente in ambienti che per un essere umano sarebbero letali, come quelli con poco ossigeno o con alte concentrazioni di anidride carbonica. Chiudendo gli spiracoli, che sono le sue minuscole narici, riesce a trattenere il respiro fino a 40 minuti. Sopporta radiazioni che cuocerebbero una persona come in un forno a microonde, e quando si ferisce non sanguina ma cicatrizza. Perfino la perdita della testa. Il suo sistema immunitario, poi, gli permette di metabolizzare pesticidi e inquinanti senza problemi. Insomma, un prodigio naturale su cui gli scienziati hanno pensato bene di lavorare.
Missioni di soccorso e sogni marziani
L’idea di fondo è impiegare interi sciami di scarafaggi in scenari dove nessun robot in miniatura riuscirebbe a cavarsela. Equipaggiati a dovere, questi insetti potrebbero essere mandati in ambienti ostili per organizzare operazioni di salvataggio, oppure spediti su Marte nell’ambito dell’esplorazione spaziale. Le zampe si controllano facilmente con impulsi elettrici e la loro locomozione permette di attraversare quasi ogni tipo di terreno, spesso meglio di tanti dispositivi meccanici realizzati dall’uomo.
La natura ibrida del progetto sta tutta qui. Solo le telecamere a infrarossi e la comunicazione wireless hanno bisogno di piccole mini batterie, mentre per il resto ci pensa l’insetto stesso, che si ricarica semplicemente nutrendosi. E c’è di più. Gli scarafaggi partono già con un vantaggio non da poco, ovvero l’impermeabilità. Non nuotano nel senso stretto del termine, ma galleggiano e si spostano con agilità sull’acqua.
La tuta subacquea stampata in 3D
Per portare l’esperimento sott’acqua i ricercatori hanno fatto indossare all’insetto una specie di tuta subacquea stampata in 3D, completa di tubicini che collegano una bombola alle narici. Il risultato è stato uno scarafaggio capace di restare immerso per tre ore complessive, a una profondità di 50 centimetri. La velocità ne ha risentito appena, scendendo da 8,75 centimetri al secondo sulla terraferma a 7,84 centimetri al secondo in acqua.