Le ondate di calore non rappresentano un problema solo per gli esseri umani. Anche gli animali selvatici ne pagano le conseguenze, e tra le specie più colpite ci sono i koala, marsupiali che si stanno rivelando molto più fragili di quanto si pensasse di fronte all’aumento delle temperature. Un gruppo di ricercatori dell’Università di Sidney ha dimostrato, per la prima volta in modo causale, il legame diretto tra stress termico e mortalità tra questi animali. Lo studio, pubblicato sulla rivista Biology Letters, lancia un allarme piuttosto chiaro: anche un incremento moderato delle temperature può far salire in modo significativo il rischio di ricovero e di decesso nei koala. Una questione che diventa sempre più urgente man mano che il riscaldamento globale continua a intensificarsi.
Cosa dicono i dati su ricoveri e decessi
Per arrivare a queste conclusioni, il team di ricerca ha analizzato i dati relativi ai ricoveri ospedalieri di circa 12 mila koala del Nuovo Galles del Sud, raccolti tra il 2020 e il 2022. Questi dati, compresi i decessi successivi ai ricoveri, sono stati incrociati con la temperatura media registrata nei 7 e nei 14 giorni precedenti e successivi a ciascuna data di ammissione. Come ha spiegato l’autrice Valentina Mella: “Da lì, siamo stati in grado di valutare la probabilità che ogni ricovero e ogni decesso fossero associati alla temperatura”.
I risultati non lasciano molto spazio ai dubbi. Il rischio di ricovero e mortalità tra i koala adulti iniziava ad aumentare quando la temperatura massima giornaliera su 7 giorni superava i 27 gradi centigradi. E più la colonnina di mercurio saliva, peggio andavano le cose. I koala esposti a temperature superiori a 30 gradi avevano una probabilità da 1,5 a 3,5 volte maggiore di finire ricoverati o di morire, rispetto a quelli che vivevano in zone dove il termometro si fermava intorno ai 25 gradi. “Questa ricerca fornisce il collegamento più completo tra l’aumento delle temperature e la mortalità dei koala”, ha precisato Mella.
Perché i koala non riescono a difendersi dal caldo prolungato
Verrebbe da pensare che i koala abbiano qualche strumento naturale per cavarsela. In effetti, il loro metabolismo lento riduce la produzione di calore interno, la pelliccia folta funziona come isolante dalle temperature estreme, e i reni sono particolarmente efficienti nel regolare la temperatura corporea. Eppure tutto questo non basta, soprattutto per le popolazioni che vivono nell’entroterra nord occidentale del Nuovo Galles del Sud. Queste comunità di koala risultano estremamente vulnerabili allo stress termico, quella condizione che si verifica quando l’aumento della temperatura corporea supera la capacità dell’animale di disperdere il calore in eccesso.
“I koala possono sopportare il caldo a breve termine, ma i loro meccanismi di adattamento non sono sostenibili a lungo termine”, ha aggiunto Mella. Capire fino in fondo come le ondate di calore influiscano sulla salute dei koala, e più in generale sulla fauna selvatica, è fondamentale per provare a ridurre i decessi nei periodi di caldo intenso. “Senza interventi proattivi, il continuo aumento degli eventi di caldo estremo potrebbe spingere le popolazioni di koala, già vulnerabili, più vicine all’estinzione”, ha concluso l’esperta.