Il caccia stealth KAAN entra ufficialmente nella fase operativa: la Turchia ha messo nero su bianco un accordo per i primi 20 esemplari del suo jet di nuova generazione, segnando un momento importante per l’industria aeronautica del Paese. L’intesa è stata siglata tra il Ministero della Difesa e Turkish Aerospace Industries, meglio conosciuta con la sigla TAI, e riguarda l’acquisizione del primo lotto di velivoli destinati a rafforzare l’aeronautica turca.
Si tratta di un passaggio non da poco. Il progetto va avanti da anni e questo contratto rappresenta il primo impegno concreto sul fronte degli ordini veri e propri, con tanto di numeri sul tavolo.
Cosa prevede l’accordo con TAI
La firma tra il Ministero della Difesa turco e TAI mette nero su bianco la fornitura di 20 unità del KAAN, il caccia che la Turchia sta sviluppando internamente con l’obiettivo di entrare nel ristretto club dei Paesi capaci di costruire aerei da combattimento di quinta generazione. Le prime consegne sono attese in un arco temporale che va dal 2028 al 2030, una finestra che lascia spazio sia alla messa a punto del velivolo sia all’avvio della produzione in serie.
Il termine che ricorre più spesso quando si parla di questo jet è “stealth”, ovvero la capacità di rendersi poco visibile ai radar nemici. È proprio questa una delle caratteristiche su cui la Turchia punta di più per il suo caccia di nuova generazione, una tecnologia che fino a poco tempo fa era appannaggio di un numero molto limitato di nazioni.
Perché il programma KAAN conta per la Turchia
L’investimento nel programma KAAN ha un peso che va oltre il singolo contratto. Per Ankara si tratta di costruire una filiera aeronautica autonoma, riducendo la dipendenza dalle forniture estere e ritagliandosi uno spazio in un settore strategico come quello della difesa aerea. Avere un caccia di sviluppo nazionale significa anche poter contare su un prodotto da proporre eventualmente sul mercato dell’export, dove la concorrenza resta agguerrita ma le possibilità non mancano.
La tabella di marcia che porta alle prime consegne tra il 2028 e il 2030 dice molto sulle ambizioni del Paese. Mettere in volo un jet stealth di produzione propria è una sfida tecnica notevole, che richiede competenze su materiali, motori, avionica e sistemi d’arma. Il fatto che la Turchia sia arrivata alla fase degli ordini concreti racconta di un percorso ormai avviato, anche se la strada verso la piena operatività dei velivoli è ancora lunga. Con questo primo lotto di 20 esemplari, l’aeronautica turca getta le basi per un rinnovamento della propria flotta, affidandosi a un mezzo pensato e realizzato in casa.