Jorge Sanz avrebbe potuto essere il protagonista di uno dei film più importanti di Pedro Almodóvar. È una di quelle storie che nel cinema spagnolo si raccontano ancora con un misto di stupore e curiosità, perché riguarda due personalità enormi e un rapporto professionale durato appena una settimana. Sanz, che a metà degli anni Novanta era considerato uno dei giovani attori con maggiore proiezione in Spagna, era stato scelto per il ruolo principale di Carne trémula, il lungometraggio del 1997 che precedette uno dei capolavori del regista mancego, Todo sobre mi madre, vincitore dell’Oscar come miglior film internazionale. Eppure, dopo soli sette giorni di lavoro insieme, l’attore venne allontanato dal progetto e sostituito da Liberto Rabal.
L’anno successivo Jorge Sanz avrebbe girato uno dei suoi film più celebri, La niña de tus ojos, diretto da Fernando Trueba. Ma il capitolo Almodóvar è rimasto un punto dolente nella sua carriera, e in più occasioni l’attore ha parlato apertamente di quella collaborazione andata male con uno dei registi spagnoli più rispettati al mondo.
Le parole di Sanz: “Ero un ragazzino arrogante di 22 anni”
Di recente Jorge Sanz è tornato sull’argomento durante un intervento nel programma Historia de nuestro cine, in un dialogo con Elena S. Sánchez in cui ha ammesso senza giri di parole di non essere stato capace di comprendere il regista. “Pedro ha una personalità molto particolare. Per lavorare con lui bisogna essere in sintonia con la sua personalità e il suo mondo. Se non lo sei, credo sia giusto non continuare a collaborare”, ha spiegato. E poi ha aggiunto: “A quell’epoca avevo la testa altrove, ero un ragazzino arrogante di 22 anni. Non sono riuscito a capirlo, a entrare nel suo mondo e nella sua storia. Credo di non averlo capito e di non aver fatto abbastanza per capirlo, e quello è stato il mio grande errore.”
Con una battuta che dice molto, ha anche commentato: “Sono finito nella cartella degli attori a cui ha dato il benservito, e siamo in parecchi.”
“Pedro spezza l’attore”: il metodo di lavoro secondo Sanz
Sul metodo di lavoro del regista, però, Sanz non ha usato mezzi termini. “Non mi piace il metodo che ha Pedro. Pedro spezza l’attore, e gli attori sono molto fragili.” Ha poi imitato il tipo di dinamica che si creava sul set: “‘Male, così non si ordina un caffè. Ricomincia. Male. Male. Male. Jorge non sa ordinare un caffè. Riprendiamo domani.'” Secondo Sanz, a parte Antonio Banderas e pochi altri, gli attori che lavorano con Almodóvar o finiscono esasperati oppure hanno poco carattere. “Alla seconda volta che me lo disse, lo mandai a quel paese. Gli dissi: ‘Ehi, avresti dovuto ingaggiare Juan Diego Botto.’ E ovviamente così non si può lavorare con Pedro Almodóvar, inutile raccontarsela.”