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Jason Jones di Halo e Destiny debutta con un romanzo sull’IA

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Jason Jones, tra le menti che hanno dato vita a Halo e Destiny, debutta nella narrativa con un romanzo dedicato all’intelligenza artificiale e a uno degli scenari più inquietanti che l’immaginario collettivo abbia mai prodotto, quello di macchine che si ribellano e finiscono per minacciare la sopravvivenza della specie umana. L’argomento in sé non è nuovo, eppure arriva in un momento in cui suona molto meno lontano di quanto sembrasse qualche tempo fa.

Che l’intelligenza artificiale possa diventare il peggior nemico dell’umanità è infatti una domanda che la fantascienza si pone da decenni. Per molto tempo è rimasta un esercizio di immaginazione, un modo per riflettere sulle paure legate al progresso tecnologico senza doverle affrontare davvero. Oggi però quella stessa domanda assume un significato diverso. I progressi dei sistemi autonomi e della robotica sembrano pronti a trasformare in realtà ciò che solo qualche anno fa veniva semplicemente immaginato, e questo cambia inevitabilmente il modo in cui certe storie vengono lette e percepite.

Dalla creazione di mondi videoludici alla pagina scritta

Proprio questo scenario, con tutte le sue implicazioni, si è rivelato una fonte di ispirazione per il nuovo progetto narrativo di Jason Jones. Il suo nome è molto conosciuto nel mondo dei videogiochi, e non potrebbe essere altrimenti visto che è legato a due saghe come Halo e Destiny, capaci di costruire universi di fantascienza ricchi e stratificati. Il passaggio dalla progettazione di mondi interattivi alla scrittura di un libro rappresenta quindi un cambio di linguaggio piuttosto che di territorio, perché l’autore resta all’interno di un genere che conosce molto bene.

Al centro della storia c’è la ribellione delle intelligenze artificiali. Jones immagina un futuro nel quale le macchine arrivano a rappresentare un pericolo concreto per la sopravvivenza umana, ribaltando il rapporto tra creatore e creatura che da sempre alimenta questo filone narrativo. Si tratta di un tema che negli ultimi anni ha smesso di appartenere esclusivamente agli scaffali dedicati al genere e che oggi entra con sempre maggiore frequenza nelle conversazioni quotidiane, proprio per via dei passi avanti compiuti dalla tecnologia.

Nel caso di questo romanzo l’interesse nasce anche dalla curiosità di vedere come un autore abituato a ragionare in termini di videogioco riesca a trasferire la propria visione su carta. Chi ha lavorato per anni alla costruzione di ambientazioni e conflitti destinati a essere vissuti in prima persona dai giocatori si trova ora a raccontare una storia attraverso le sole parole, senza l’interazione che caratterizza il mezzo videoludico.

Un manoscritto nato almeno nel 2019

Il progetto non è affatto recente. La sua genesi risale almeno al 2019, anno in cui Jason Jones mostrò una prima versione del manoscritto alla scrittrice Margaret Stohl. Tra i due esisteva già un rapporto professionale consolidato, dato che avevano collaborato in Bungie, lo studio legato alla nascita di Halo e Destiny. Una conoscenza di lunga data che ha fatto da punto di partenza per il lavoro sul testo, condiviso con una persona che l’autore aveva già avuto modo di frequentare nell’ambiente creativo dello studio.

Il fatto che le radici del libro affondino in un periodo così lontano racconta di un percorso costruito con calma, maturato nel corso degli anni mentre il dibattito pubblico sull’intelligenza artificiale cresceva e si faceva sempre più acceso. Quella prima bozza consegnata a Margaret Stohl nel 2019 rappresenta il momento in cui l’idea di Jones ha iniziato a prendere una forma concreta, uscendo dal cassetto per arrivare nelle mani di una scrittrice con cui aveva già condiviso l’esperienza in Bungie.

Fonte: TecnoAndroid

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