Sono quasi tremila gli utenti finiti nel mirino delle Fiamme Gialle in una delle operazioni più corpose degli ultimi mesi contro le piattaforme di IPTV illegale. Il colpo è arrivato a Crotone, dove la Guardia di Finanza ha individuato e poi smantellato una rete tutt’altro che improvvisata, capace di distribuire il segnale pirata a una platea molto ampia di clienti sparsi in tutta Italia. Un’attività ben organizzata, con tanto di centrali tecniche dedicate, che è stata interrotta nel corso di un intervento mirato.
Il fenomeno del cosiddetto pezzotto continua a rappresentare un problema serio per il settore dei contenuti a pagamento. Dietro a quelle che agli occhi degli utenti sembrano semplici abbonamenti scontati, infatti, si nasconde spesso una struttura criminale articolata, fatta di server, snodi di trasmissione e una rete di rivendita che muove cifre tutt’altro che trascurabili. Proprio per questo le operazioni delle forze dell’ordine puntano sempre più a colpire l’intera filiera, dai gestori fino a chi quei servizi li acquista.
Sequestri, denunce e sanzioni per gli utenti
Nel dettaglio, l’operazione ha portato allo smantellamento di tre centrali di distribuzione del segnale, vero cuore tecnico dell’organizzazione. I militari hanno disposto sequestri di beni per un valore complessivo di circa 650mila euro, una cifra che dà la misura del giro d’affari legato a questo tipo di attività. Le persone denunciate sono quattro, ritenute a vario titolo coinvolte nella gestione e nella diffusione del flusso illegale di contenuti.
Ma il punto che fa più rumore riguarda gli utenti finali. Le sanzioni hanno colpito quasi 2800 persone, ovvero coloro che avevano scelto di affidarsi a questi servizi pirata per guardare partite, film e altri contenuti senza passare dai canali ufficiali. Un segnale chiaro, perché ormai non finiscono nei guai soltanto chi vende il servizio illegale, ma anche chi lo utilizza in prima persona, spesso convinto di non correre alcun rischio.
La normativa italiana, del resto, è diventata negli ultimi anni molto più rigida nei confronti di chi sfrutta queste piattaforme. Le multe per i singoli abbonati possono essere salate e gli accertamenti si fanno sempre più capillari, complice anche la possibilità di risalire agli utilizzatori attraverso le indagini sui sistemi di distribuzione. Chi pensava di muoversi al riparo da qualsiasi conseguenza, insomma, si è ritrovato con una sanzione recapitata direttamente a casa.