Apple chiude un trimestre da record, arrivando a controllare il 20% delle spedizioni globali di smartphone. Un traguardo mai toccato prima in un periodo simile, per giunta raggiunto mentre l’intero mercato scivolava verso i livelli più bassi visti in un secondo trimestre dal 2013. Un rapporto di Counterpoint Research mette nero su bianco questi numeri, sottolineando come la crescita di iPhone sia andata controtendenza rispetto a un settore in evidente affanno.
Numeri in calo per il mercato, ma non per tutti
Nel secondo trimestre del 2026 a guidare la classifica delle spedizioni globali è stata Samsung, con una quota del 24%. Subito dietro Apple al 20%, seguita da Xiaomi al 12%, OPPO all’11% e vivo all’8%. Un fotogramma che racconta bene lo stato di salute dei principali produttori, in un momento in cui vendere smartphone è diventato tutt’altro che semplice.
Guardando al confronto con lo stesso periodo dell’anno scorso, i movimenti sono chiari. Samsung ha guadagnato quattro punti percentuali di quota, Apple ne ha aggiunti tre, vivo uno soltanto. Sul fronte opposto, Xiaomi ha perso due punti e OPPO uno. La fetta complessiva degli altri produttori si è ridotta, passando dal 28% al 26%.
Interessante il testa a testa in cima alla classifica. Samsung è tornata al primo posto nella graduatoria delle spedizioni proprio in questo trimestre, dopo che Apple aveva chiuso al comando i primi tre mesi dell’anno grazie alla forte richiesta di iPhone 17. A spingere la casa coreana è stata la buona domanda per la serie Galaxy S26, unita a una migliore disponibilità dei prodotti e a promozioni più aggressive.
Cosa ha trainato le vendite di iPhone
Il dato più curioso riguarda i prezzi. Apple è stata l’unico grande produttore a non ritoccare verso l’alto i listini durante il trimestre, una scelta che ha certamente aiutato. La crescita del 3% delle spedizioni su base annua conferma una serie ormai lunga di trimestri in positivo, spinta soprattutto dalla tenuta della gamma iPhone 17, rimasta il modello più spedito a livello mondiale.
Non tutto però è filato liscio. La Cina resta un punto debole per Apple, con spedizioni in calo rispetto all’anno precedente. La campagna promozionale lanciata in anticipo per il festival dello shopping del 618 non ha dato i frutti sperati, semplicemente perché gli sconti quest’anno sono stati meno generosi rispetto a quelli offerti nello stesso periodo del 2025. Anche i vecchi modelli hanno sofferto una domanda più fiacca, dato che l’allocazione dei componenti ha dato priorità ai dispositivi di ultima generazione, complice la carenza di memorie che sta condizionando l’intera filiera.
Le previsioni per il resto dell’anno non sono rosee. Counterpoint stima un calo delle spedizioni globali intorno al 14% per l’intero 2026, con la carenza di memorie destinata a proseguire anche nel 2027. Per far fronte alla situazione i produttori taglieranno i modelli a basso margine, ritoccheranno le configurazioni di storage e punteranno sempre di più su dispositivi ricondizionati e appartenenti alle generazioni precedenti, almeno finché le condizioni di fornitura non torneranno a migliorare.