Il futuro modem di iPhone 18 Pro potrebbe cambiare a seconda di dove viene acquistato lo smartphone, con una divisione netta tra il mercato americano e il resto del mondo. A far emergere questa possibilità è stata una montagna di dati riservati sottratti a Tata Electronics, uno dei partner produttivi di Apple, da cui salterebbe fuori un dettaglio piuttosto interessante. I modelli venduti negli Stati Uniti manterrebbero l’hardware Qualcomm, mentre quelli destinati agli altri Paesi monterebbero il nuovo modem sviluppato in casa, il cosiddetto C2.
Tutto parte da un attacco informatico su vasta scala ai danni di Tata, l’azienda che insieme a Foxconn si occupa dell’assemblaggio degli iPhone. Un gruppo ransomware che si fa chiamare World Leaks ha rubato oltre 630GB di documenti confidenziali, poi finiti in circolazione online. Il materiale è stato ottenuto illegalmente e non è stato visionato in modo diretto, ma un’analisi indipendente dei file trafugati avrebbe confermato l’autenticità di diversi documenti chiave.
Cosa dicono i documenti trafugati
L’elemento che ha attirato più attenzione è una distinta base che sembrerebbe riferirsi proprio alla variante americana di iPhone 18 Pro. Al suo interno compaiono diversi componenti Qualcomm al posto del modem C2 di Apple, il cui nome in codice sarebbe Ganymede. Tra i pezzi citati ci sono l’SDX80M, l’SDR875, il QDM8771, il QDM8720, il PMK75, il PMX75 e il QET7100A, tutti collegati al supporto per il 5G in banda mmWave. I modelli internazionali, invece, dovrebbero affidarsi al C2, il successore dei modem C1 e C1X già presenti su iPhone Air, iPhone 17e e sull’iPad Pro con chip M5.
La conclusione a cui si arriva è abbastanza chiara. Il C2 non supporterebbe ancora la banda mmWave, e per questo Apple si affiderebbe di nuovo a Qualcomm per coprire quella lacuna sul mercato americano. Il mmWave è la porzione a frequenza ultraelevata del 5G, offerta soprattutto da Verizon, capace di garantire velocità di download altissime ma solo su distanze molto brevi.
Perché la scelta rischia di penalizzare gli acquirenti americani
C’è un punto che merita attenzione. I modem C1 e C1X di Apple sono considerati più efficienti dal punto di vista dei consumi rispetto a quelli Qualcomm. Questo significa che chi comprerà un iPhone 18 Pro negli Stati Uniti potrebbe ritrovarsi con una durata della batteria leggermente peggiore rispetto a chi acquista lo stesso telefono altrove.
Sul tema è intervenuto anche John Gruber di Daring Fireball, che ha messo in fila i compromessi pratici della faccenda. Nei suoi test il 5G superava l’LTE, ma la differenza a suo dire non incide in modo concreto sull’esperienza d’uso quotidiana. Avere un telefono capace di scaricare a 320 Mbps, spiega, è come possedere un’auto che raggiunge i 320 all’ora. Un bel risultato tecnico, ma privo di reale utilità pratica. L’LTE è già abbastanza veloce, e il 5G normale lo è persino di più. Il 5G mmWave, dal suo punto di vista, è solo uno spreco di batteria.
Sul motivo per cui Apple non adotti semplicemente il C2 ovunque, Gruber punta il dito sulle logiche economiche degli operatori. Velocità di download più alte del necessario sono un vanto per le compagnie telefoniche, mentre una batteria che dura di più e prestazioni comunque adeguate sono un vanto per Apple. Verizon e, in misura minore, AT&T hanno speso cifre enormi per costruire le reti mmWave, e non vogliono vendere telefoni di fascia alta che non le supportino. Da qui la scelta, dettata più dalle esigenze di marketing degli operatori che da un vantaggio concreto per chi usa il telefono.
Il modem C2 è al centro delle indiscrezioni su iPhone 18 Pro ormai da anni, come tassello della strategia con cui Apple prova a ridurre la propria dipendenza da Qualcomm. Una distribuzione divisa, con il C2 a coprire quasi tutto il pianeta e Qualcomm confinato agli Stati Uniti, sarebbe comunque un passo importante in questa direzione, anche se non ancora la transizione completa. iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max sono attesi in autunno, insieme al primo iPhone pieghevole.