La corsa vertiginosa della gamma iPhone 17 sembra essersi finalmente arrestata. Secondo alcune voci provenienti dalla catena di fornitura, Apple avrebbe ridotto i suoi piani produttivi del 15%, un segnale che la domanda travolgente registrata nei mesi scorsi starebbe rientrando su livelli più fisiologici.
A far circolare la notizia è stato un leaker piuttosto noto sulla piattaforma cinese Weibo, quello che si firma “Fixed Focus Digital”. In un paio di post ha spiegato che le informazioni arrivano da fonti affidabili interne alla filiera produttiva. Il punto centrale del suo ragionamento è netto: lo scenario attuale di iPhone 17 “non reggerà a lungo”. Non solo Apple, però. Secondo lui i grandi produttori mondiali di smartphone hanno tutti abbassato le loro previsioni di spedizione.
Non è solo Apple a frenare
Il secondo post allarga lo sguardo al resto del mercato. Xiaomi avrebbe tagliato i propri obiettivi di spedizione di circa il 20-30 per cento, mentre marchi come OPPO, vivo e Honor si muovono nella stessa direzione, con riduzioni che oscillano tra il 15 e il 30 per cento. Un movimento generalizzato, insomma, che racconta di un settore in fase di assestamento più che di una crisi improvvisa.
C’è poi una spiegazione più semplice, quasi banale, per il rallentamento della domanda. Si chiama ciclo naturale del prodotto. I nuovi iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max sono attesi per settembre, accompagnati dal primo iPhone pieghevole della casa. Molti utenti che avevano intenzione di comprare un modello della gamma precedente probabilmente lo hanno già fatto, dopo mesi e mesi di vendite quasi da record iniziate a settembre dell’anno scorso.
Numeri che parlano da soli
I dati raccontano bene quanto sia stata forte questa generazione. A giugno, un report di TrendForce indicava che la produzione di iPhone da parte di Apple era cresciuta del 19,7 per cento su base annua nel primo trimestre del 2026, mentre il mercato globale degli smartphone si contraeva dell’1,7 per cento nello stesso periodo. Merito soprattutto del lancio di iPhone 17e e della progressiva accelerazione produttiva dell’intera famiglia. Apple, secondo quell’analisi, era messa meglio della concorrenza per assorbire l’aumento dei costi dei componenti di memoria senza intaccare i margini.
A maggio, poi, il Global Handset Model Sales Tracker di Counterpoint Research aveva incoronato iPhone 17 come lo smartphone più venduto al mondo nel primo trimestre del 2026, con il 6 per cento delle unità vendute a livello globale. Alle sue spalle, in seconda e terza posizione, iPhone 17 Pro Max e iPhone 17 Pro. Un altro rapporto di Counterpoint dello stesso mese segnalava un traguardo mai raggiunto prima: Apple in testa al mercato mondiale in un primo trimestre, con il 21 per cento delle spedizioni globali e una crescita del 9 per cento su base annua, contro un mercato che perdeva il 3 per cento.
Il successo era partito subito, fin dal debutto. Poco dopo l’uscita a settembre 2025, Apple aveva chiesto a due fornitori di aumentare la produzione giornaliera di almeno il 30 per cento, sull’onda di un weekend di preordini particolarmente forte. Counterpoint aveva calcolato che la gamma aveva superato del 14 per cento le vendite dei modelli iPhone 16 nei primi dieci giorni tra Stati Uniti e Cina. A gennaio, l’amministratore delegato Tim Cook aveva definito la domanda del trimestre delle feste “semplicemente sbalorditiva”, ben oltre le previsioni interne, con ricavi da iPhone arrivati a 85,2 miliardi di dollari, circa 79 miliardi di euro, un nuovo massimo storico.