Intel sta vivendo una giornata che potrebbe entrare nella storia del titolo. Le azioni della compagnia di Santa Clara hanno registrato un rialzo superiore al 22% nelle contrattazioni premarket, trascinate da previsioni sui ricavi che gli analisti hanno giudicato solide e, soprattutto, dalla crescente domanda di hardware legato all’intelligenza artificiale.
Se il trend dovesse reggere fino alla chiusura, il titolo potrebbe toccare un massimo storico, andando oltre i livelli raggiunti durante la bolla dot-com dei primi anni Duemila. Parliamo di numeri importanti: la valutazione complessiva dell’azienda salirebbe di circa 69 miliardi e 200 milioni di euro, con il prezzo per azione che si posizionerebbe intorno ai 74 euro.
Il ritorno delle CPU nel mondo dell’intelligenza artificiale
Per diverso tempo Intel è rimasta indietro rispetto a concorrenti del calibro di NVIDIA e TSMC, specialmente nel segmento delle GPU e nella produzione avanzata di chip. Eppure qualcosa sta cambiando. La crescita dei sistemi di IA basati su architetture complesse sta riportando sotto i riflettori le CPU, un ambito in cui Intel mantiene una posizione consolidata e difficile da scalfire.
Diversi analisti sottolineano come il ruolo delle CPU nei carichi di lavoro legati alla cosiddetta IA agentica stia diventando sempre più centrale. È una dinamica che contribuisce a sostenere la domanda e, naturalmente, a rafforzare le prospettive di crescita di Intel nel medio periodo.
La strategia di rilancio porta la firma del CEO Lip-Bu Tan, nominato dopo una fase tutt’altro che semplice, segnata da difficoltà operative e ritardi tecnologici. Il piano prevede cessioni di asset, riduzione dei costi e una riorganizzazione interna profonda. A questo si aggiunge il supporto del governo degli Stati Uniti e la collaborazione con partner di peso come SoftBank e la stessa NVIDIA.
Tesla come nuovo cliente e il business delle fonderie
Un elemento che ha dato ulteriore slancio al titolo Intel riguarda il business delle fonderie. L’azienda ha ottenuto Tesla come cliente per il processo produttivo 14A di nuova generazione, legato allo sviluppo di infrastrutture dedicate all’intelligenza artificiale. L’accordo è ancora in fase di definizione per quanto riguarda i dettagli economici, ma viene già considerato un passaggio chiave nella costruzione di un’attività capace di competere direttamente con TSMC.
Sul fronte finanziario, le prospettive restano positive ma con qualche zona d’ombra. Intel prevede ricavi trimestrali superiori alle attese, sostenuti anche da un aumento dei prezzi dei chip. Allo stesso tempo, però, restano incognite legate alla capacità di esecuzione nella produzione, e questo potrebbe limitare la quota di domanda che l’azienda riuscirà effettivamente a intercettare.
Le valutazioni di mercato, va detto, riflettono aspettative decisamente elevate. Il titolo Intel viene scambiato a circa 90 volte gli utili previsti nei prossimi dodici mesi, un livello superiore rispetto ai principali concorrenti. Tanto AMD quanto NVIDIA presentano multipli inferiori, il che segnala una differenza significativa nelle percezioni degli investitori rispetto al potenziale di crescita della compagnia.