Un frammento dell’Iliade di Omero è stato ritrovato nel luogo più inaspettato possibile: all’interno di una mummia. E non una mummia qualsiasi, ma un reperto di epoca romana rinvenuto ad Al Bahnasa, il sito dell’antica Ossirinco, situato circa 190 km a sud del Cairo. La scoperta ha una portata notevole, perché mescola archeologia, letteratura antica e pratiche funerarie in un modo che non capita spesso di vedere.
Il papiro trovato dagli archeologi contiene versi che appartengono al secondo canto del poema omerico, quello che gli studiosi conoscono come il «Catalogo delle navi». Si tratta della celebre sezione dell’Iliade in cui vengono elencati uno per uno i contingenti greci diretti verso Troia. Una parte del poema che ha sempre avuto un valore particolare per gli storici, perché offre una sorta di mappa delle alleanze e delle forze militari del mondo greco antico raccontato da Omero.
Un frammento dell’Iliade dentro una mummia
La cosa che colpisce di più, ovviamente, è il contesto del ritrovamento. Un frammento dell’Iliade che spunta fuori da una mummia sembra quasi il soggetto di un film, eppure non è poi così anomalo se si conosce la storia di Ossirinco. Questo sito archeologico è famoso da decenni per la quantità impressionante di papiri antichi che ha restituito nel corso degli scavi. In epoca romana, i papiri venivano spesso riutilizzati come materiale da imballaggio o come parte del cartonnage, ovvero quella sorta di involucro che avvolgeva le mummie e che veniva realizzato con strati di lino, gesso e, appunto, fogli di papiro riciclati.
Ecco perché non è raro che testi letterari, documenti amministrativi o perfino lettere private finiscano per essere scoperti dentro le mummie. Il papiro con i versi dell’Iliade di Omero rientra in questa tradizione, ma resta comunque un ritrovamento dal fascino enorme. Pensare che qualcuno, quasi duemila anni fa, abbia usato un pezzo del poema più importante della letteratura greca per avvolgere un defunto ha qualcosa di incredibile. E al tempo stesso racconta quanto quei testi circolassero, venissero copiati, letti e poi, quando le copie erano troppo usurate o non più necessarie, riciclati senza troppi scrupoli.
Il significato del ritrovamento nel sito di Al Bahnasa
Al Bahnasa continua quindi a confermarsi come uno dei siti più prolifici al mondo per il recupero di testi antichi su papiro. Il frammento dell’Iliade appena identificato si aggiunge a una lunga serie di scoperte che nel tempo hanno permesso di ricostruire pezzi importanti della cultura scritta del mondo greco e romano. Il Catalogo delle navi, in particolare, è una sezione che viene studiata con attenzione perché alcuni lo considerano una delle parti più arcaiche dell’intero poema, forse risalente a tradizioni orali ancora precedenti alla composizione definitiva dell’Iliade.
Il fatto che questo papiro sia stato trovato all’interno di una mummia di epoca romana aggiunge un ulteriore livello di interesse, perché dimostra come i testi omerici fossero ancora diffusi e copiati secoli dopo la loro composizione originaria. Omero, insomma, continuava a essere letto e trascritto anche in Egitto, in un contesto culturale ormai profondamente influenzato dalla dominazione romana. E proprio quei fogli, una volta esaurita la loro funzione di lettura, finivano per accompagnare i morti nell’ultimo viaggio, custodendo inconsapevolmente parole che sarebbero tornate alla luce solo millenni dopo, durante gli scavi di Al Bahnasa.