Dopo anni di incertezza, i dati meteorologici rimossi durante l’amministrazione Trump sono di nuovo accessibili. La società non profit Climate Central ha annunciato il ripristino completo del database Billion-Dollar Disaster. Un archivio che raccoglie informazioni sui danni economici e sociali causati da eventi climatici estremi negli Stati Uniti. La piattaforma era un tempo gestita dalla NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration). E durante questo periodo era stata dismessa. Ma ora rinasce grazie al lavoro di un gruppo di esperti guidati da Adam Smith. L’ex responsabile scientifico dell’agenzia.
I numeri nascosti sul clima e il valore del ritorno online
La NOAA non aggiornerà più il database per ragioni legate ai nuovi orientamenti interni e ai cambiamenti di personale. Questo secondo quanto pubblicato sul sito dei National Centers for Environmental Information. Tuttavia, il lavoro di Climate Central assicura che il pubblico, i ricercatori e i decisori politici possano continuare a consultare dati fondamentali. Proprio per comprendere l’impatto del cambiamento climatico. Smith ha sottolineato che il progetto riceverà aggiornamenti costanti. “Così che queste informazioni vitali rimangano accessibili e verificabili”.
Il ritorno del portale non ha solo un valore simbolico. Ma anche scientifico. Durante il periodo di inattività, sono stati oscurati dati cruciali. 14 disastri meteo-climatici nei soli primi sei mesi del 2025, con 101,4 miliardi di dollari di danni. Una cifra record, accompagnata da un altro primato. L’incendio di Los Angeles a inizio anno è stato il più costoso della storia americana, con 60 miliardi di dollari di perdite.
In media, negli ultimi 46 anni, gli Stati Uniti hanno registrato nove eventi estremi l’anno. Nel 2025, in appena metà periodo, se ne sono contati già quattordici. Questi numeri mostrano un’accelerazione impressionante del costo economico della crisi climatica. Il portavoce della NOAA ha espresso apprezzamento per la nuova gestione. Che ha permesso di garantire la continuità del servizio senza gravare sui contribuenti. Ribadendo l’impegno dell’agenzia per una ricerca “solida e imparziale”.
A gennaio 2026 il sito verrà aggiornato con l’intero quadro dei dati annuali. Confermando così un trend che lascia poco spazio ai dubbi. Il clima cambia più in fretta di quanto la politica riesca a reagire.